sabato 16 luglio 2022
Kayròs in greco significa momento opportuno, occasione favorevole. È il nome che don Claudio Burgio, cappellano del carcere minorile Beccaria di Milano, ha dato alla comunità fondata vent'anni fa a Vimodrone per offrire a giovani segnati dalla vita una possibilità di riscatto. Storie di droga, rapine, maltrattamenti in famiglia, ferite che continuano a sanguinare dopo scelte sbagliate. A ognuno viene offerta una possibilità di ripartenza fondata su due parole: libertà e responsabilità. Poche regole, molta vita: è una scommessa ad alto rischio quella di don Claudio, consapevole dei rischi che corre lasciando ai giovani la facoltà di disporre della propria esistenza, di cadere e rialzarsi. Nessuna risposta preconfezionata, ma l'invito a chiedersi: qual è il bene che desideri per te? Punta tutto sull'educazione, sfida e si lascia sfidare da giovani che possono tradire la fiducia concessa, ma possono anche vivere il loro kayròs, l'occasione per iniziare una nuova vita. Tanti l'hanno fatto, non sono mancate le sconfitte, ma lui continua a credere che il cuore possa essere conquistato dal fascino di un bene almeno intravisto. «Li chiamano ragazzi a rischio, bulli, delinquenti. Per me sono ragazzi e basta. Non esistono ragazzi cattivi, ma ragazzi che desiderano essere felici».
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