Il miracolo delle 7
mercoledì 24 marzo 2021
Qualche esame del sangue appena fuori dai limiti. Ma, curiosa, vado a cercare cos'è, la Pcr, o la Ves. Ci sono siti che lo spiegano ai profani. Io, affascinata, leggo e non smetterei mai. Quanto incredibilmente complesso è il funzionamento di ogni pezzo di noi, e di quanti infiniti e rari mali ci si può ammalare.
Ognuno è una macchina straordinaria, che marcia come in automatico, mentre noi non ci pensiamo. Mi pare un miracolo, in una tale complessità, che tutto funzioni: alzarsi alle sette, e semplicemente sentirsi bene. Ossessionati dal Covid forse dimentichiamo quanti altri mali esistono, e cronici, e lenti, e più crudeli. Penso ai figli, al nipote appena nato: Dio mio, che inesauribile ingranaggio di Dna, neuroni, proteine gira in loro in quest'istante. Quante cellule si replicano, sane, e non, invece, maligne, devianti.
È la vertigine di quando aspettavo un figlio: se pensavo che mentre dormivo o lavoravo nel mio grembo si formavano i suoi occhi, il cervello, le mani, mi prendeva un panico che sfociava in un religioso stupore: io non so fare niente, ma qualcuno fa in me il mio bambino.
Questo stupore grato manca, nel tempo del Covid. Tutti concentrati sul virus, ma dimentichi di milioni di altri possibili mali, e soprattutto di ciò che ci accade ogni mattina: apriamo gli occhi, vediamo, camminiamo. Tutto in ordine: il silenzioso miracolo quotidiano.
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