lunedì 16 settembre 2013
​«Non può essere soltanto richiesto al presidente del Consiglio e al Presidente della Repubblica di tenere in piedi le istituzioni»; lo ha affermato il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ospite della puntata di Porta a Porta.
Def, in arrivo un'agenda per la crescita
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Il barometro della situazione politica segna "variabile", però "da alcune settimane si è alzato il livello dello scontro politico tra i partiti. Attenzione, non può essere soltanto richiesto al presidente del Consiglio e al Presidente della Repubblica di tenere in piedi le istituzioni mentre tutti se le danno di santa ragione". Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ospite della puntata di Porta a Porta in onda questa sera.Non dipende, ha proseguito il premier "da cosa farà Berlusconi ma da molti altri aspetti. Il nostro Paese era in bilico a febbraio, era in bilico a marzo e aprile, e le condizioni che hanno portato a quella situazione di difficoltà non sono venute meno di colpo, ma, anzi, hanno visto un ulteriore aggravarsi dell'instabilità politica.Quando dico non governo a tutti i costi vuol dire non possiamo essere io e il Presidente della Repubblica i parafulmini che tengono in piedi tutto il sistema. C'è bisogno che ci sia da parte di tutti una partecipazione responsabile in una condizione di grande difficoltà complessiva".

"In questi 4 mesi e mezzo - ha concluso Letta - non ho mai pensato di lasciare perchè ho sempre percepito che ci fosse la solidarietà e la fiducia del Parlamento e una forte spinta del Presidente della Repubblica, ma è evidente che la situazione è così complessa e complicata che se verificassi che la mia permanenza peggiorasse la situazione e che consentisse a ognuno di mascherarsi dietro gli alibi e di non affrontare e risolvere i problemi non ci metterei un attimo a tirare le conseguenze. Non penso che siamo in questa situazione".

Il premier ha toccato poi l'argomento dell'Iva: il governo non può garantire che l'aumento dal 21 al 22% previsto dal prossimo gennaio sarà disinnescato. "Ci stiamo lavorando, un lavoro molto complesso, perché l'Iva non è una decisione che assumiamo noi, è già nei conti pubblici... Due anni fa è stato deciso e confermato l'anno scorso che l'aliquota del 21% passerà al 22%; stamattina abbiamo fatto una riunione su questo, faremo un'altra riunione nei prossimi giorni", ha aggiunto Letta. In ogni caso, non c'è alternativa tra aumento Iva e cuneo fiscale, "sono due cose molto diverse"."Il messaggio centrale della legge di stabilità sarà la riduzione delle tasse sul lavoro" sia per le imprese che per i lavoratori e "il contratto a tempo indeterminato sarà l'intervento maggiore con incentivi per l'assunzione di giovani a tempo indeterminato", perché "il nostro paese è morto su un eccesso di precarietà".  Sul finanziamento ai partiti il governo non esclude il decreto legge. "Abbiamo presentato un disegno di legge con un accordo chiaro tra governo e Parlamento", ha detto, "e abbiamo dato sei mesi, al termine dei quali siamo pronti a presentare un decreto legge se in Parlamento prevalesse l'inerzia".

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