lunedì 18 maggio 2015
Ad agosto 3,7 milioni di pensionati riceveranno un'una tantum da 278 a 750 euro. Critiche da sindacati, Lega e Fi insorgono: è un imbroglio. Renzi: da giugno assegni, nel 201 6 ci sarà la rivalutazione.
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​Il Consiglio dei ministri ha varato oggi un decreto legge che stanzia 2,18 miliardi di euro per pagare a 3,7 milioni pensionati un bonus come risarcimento per il blocco delle indicizzazioni delle pensioni nel 2012 e 2013, ritenuto illegittimo dalla Corte costituzionale. Lo ha detto oggi il premier Matteo Renzi al termine del Cdm. "Utilizzeremo la parentesi rosa contenuta nel Def, pari allo 0,1% di Pil, un totale di 2,180 miliardi di euro, per poco meno di 3,7 milioni di pensionati", ha detto Renzi in una conferenza stampa al termine della riunione di governo. Il bonus sarà di importo variabile: "Se tu prendi 1700 euro lordi di pensione, l'1 agosto il bonus Poletti darà 750 euro, se 2200euro sarà di 450 euro, se 2700 sarà di 278 euro. È un una tantum". Rimangono fuori dalla platea dei pensionati che il primo agosto riceveranno l'una tantum circa 670.000 persone, le cui pensioni superano oltre sei volte il minimo, come ha detto il premier. Renzi ha anche annunciato un effetto trascinamento della sentenza della Corte, perché saranno riviste al rialzo anche le indicizzazioni delle pensioni fino a 3.000 euro dal 2016. Il decreto prevede anche l'anticipazione della data del pagamento delle pensioni al primo giorno del mese. Poi la critica alle opposizioni, colpevoli di aver avvallato il blocco salvo poi cambiare idea. "Suona paradossale la critica in bocca di chi l'ha votata: noi facevamo altri mestieri, io tappavo le buche a Firenze. È il colmo che ora dicano che bisogna restituire tutto, è ridicolo. Noi siamo qui a correggere errori di altri" ha detto Renzi. Il premier ha difeso con forza la scelta di non rimborsare interamente gli aumenti "bloccati". "Avremmo potuto discutere per mesi perché naturalmente si pone il tema che se do a qualcuno tolgo ad altri. Se come dice qualcuno si dovesse azzerare la norma avremmo dovuto trovare 18 mld, togliendo risorse ad asili, infrastrutture, dipendenti. Si dovrebbe togliere una cifra molto rilevante". La risposta del governo alla sentenza della Consulta evita che scatti una procedura di infrazione per deficit eccessivo. Ha spiegato il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan al termine del Cdm, ricordando che "dover fronteggiare le conseguenze complete implicite alla sentenza avrebbe portato l'indebitamento al 3,6%" in rapporto con il Pil. ​ .Matteo Renzi smentisce quanti sospettavano che prima delle elezioni regionali non avrebbe messo mano alla grana dei rimborsi delle pensioni dopo la sentenza della Consulta. "Chi guida un paese non può temere le elezioni", aveva detto ieri preannunciando la misura varata poi oggi dal Cdm. Alla vigilia del rush finale della campagna elettorale in sette regioni, nelle quali il leader Pd spera di vincere dappertutto, ma ammette che "è difficile", Renzi prende di petto il dossier sulle pensioni. L'annuncio, arrivato in una lunga intervista all'Arena di Giletti, soddisfa in parte la Spi Cgil: "Bene che si parta dalle pensioni medio-basse ma Renzi non se la può cavare con un bonus una tantum". I sindacati vedono il bicchiere mezzo pieno, i consumatori affilano le armi in vista di prossimi ricorsi legali mentre esplode la rabbia delle opposizioni, con Forza Italia e Lega Nord in pole position nel chiedere l'intera restituzione del dovuto. Renato Brunetta: "se Renzi restituisce solo 2 dei 18 miliardi dovuti, vuol dire che gli altri 16 li toglie dalle tasche dei pensionati. È un imbroglio inaccettabile". La soluzione al problema pensioni è una delle due priorità che il governo affronterà nei prossimi giorni, ignorando la minaccia di Matteo Salvini di bloccare il Parlamento "se non si risarciranno tutte le pensioni". L'altra è la riforma della scuola, che mercoledì riceverà alla Camera il via libera per poi passare, dopo le regionali, al Senato. Il premier continua a difendere la "Buona Scuola" e a tenere aperto il dialogo. Ma questo, come chiarito ieri nel botta e risposta su twitter con gli insegnanti, non vuole dire che il governo cambierà strada o accetterà minacce da chi, come i Cobas, annuncia il blocco degli scrutini o il boicottaggio dei test Invalsi. "Non si gioca sulla pelle dei ragazzi", avverte il premier all'annuncio di paralisi degli esami. Il merito e l'autonomia restano i pilastri della riforma perché "a differenza di quanto pensa qualche professore, è finta la stagione del 6 politico". Massimo rispetto, infine, per Roberto Saviano e la sua battaglia per la legalità. Renzi dice di comprendere le critiche su candidature "impresentabili" in Campania ma assicura che il governo è in prima linea nella lotta alla corruzione. "Ogni giorno mi preoccupo di Matteo Messina Denaro e non di Salvini", è il parallelo del premier per spiegare la bussola nell'azione di governo.
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