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Torquatus A cura di Daniel Gallagher
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la traduzione del 17 febbraioPrigionieri astuti
 
 
Alla fine del secondo libro De re publica di Cicerone, Scipione, nel riassumere l'argomento della conversazione con i suoi amici, dice: «Io concordo e ribadisco che tutto ciò che abbiamo detto sin qui sulla vita dello Stato, e che potremmo dire in futuro, non ha alcun fondamento se non risulta ben chiara non solo la falsità dell'opinione che non si possa governare senza ingiustizia, ma anche la verità assoluta che non esiste Stato che si possa governare senza suprema cura della giustizia». E infatti oggi le pubbliche autorità sono dedite a tutelare la somma giustizia affinché gli Stati possano essere ben governati. Ma quanto maggiore è lo sforzo con cui esse la tutelano, tanto più i criminali si impegnano a sovvertirla. Faccio l'esempio di Joaquín Guzmán Loera, celebre narcotrafficante messicano, arrestato di nuovo dopo una recentissima seconda evasione. Costui, che da molto tempo si guadagna da vivere con il commercio di stupefacenti, è evaso con tutta comodità, scivolando sottoterra da uno stretto buco scavato nella doccia del carcere di massima sicurezza dove era detenuto. Poi ha percorso un passaggio sotterraneo lungo un miglio, fornito di luci, ventilazione e persino di una moto. Il tunnel l'ha portato fino a un cantiere dove Guzmán è tranquillamente riemerso in superficie grazie a un condotto fognario, e da cui è scappato, diretto a un nascondiglio molto lontano. È evidente che fossero molti i complici che hanno aiutato il detenuto a preparare questa grande fuga, con operosità e pazienza. Enorme è infatti la rete criminale del traffico di droga e ramificata in tutto il mondo. Adesso Guzmán è annoverato tra i famosi artisti della fuga che hanno dato il tormento a politici e forze dell'ordine, da secoli. Basta ricordare Maria Stuarda, Giacomo Casanova e il Dalai Lama: tutti sono evasi da una prigionia. E nessuno dimentica Spartaco, fortissimo prigioniero, che, consociatosi con altri schiavi, turbò nel profondo lo status quo. Invece, nel caso di Guzmán, siamo di fronte a una guerra contro i corpi e le anime di molti tossicodipendenti, specialmente giovani: in questo modo egli continua a arrecare grande danno allo Stato, la cui giustizia Scipione desiderava tanto tutelare. Ma questa è una guerra che in nessun modo possiamo abbandonare.

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