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Schermaglie A cura di Andrea Fagioli
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La storia è antica, la passione moderna
 
 
Adesso è poco più che un torrente, un fiumicello, nella campagna romagnola tra Rimini e Ravenna. Eppure “attraversare il Rubicone” è un'espressione così famosa che persino i Rolling Stones l'hanno cantata in Streets of love. Rischiare il tutto per tutto, sfidare la sorte, giocare d'azzardo, fare un passo senza ritorno, in una parola: attraversare il Rubicone, appunto. Su quelle rive, nel lontano 49 avanti Cristo, Giulio Cesare gettò il mitico dado avviando il processo che avrebbe portato alla fine della Repubblica di Roma e alla nascita dell'impero. Ma che poi la frase fosse stata realmente “il dado è tratto” non è certo. Nemmeno l'attraversamento del fiume fu così epico come si crede. Il Caio Giulio addirittura si perse nella notte arrivando all'appuntamento con le sue truppe all'alba del giorno dopo. Proprio così. Perché c'è una storia al di là dei manuali scolastici. È quella che racconta Cristoforo Gorno, autore e conduttore delle Cronache dall'antichità il lunedì alle 21.30 su Rai Storia. Gorno cammina avanti e indietro sulle orme di chi la storia l'ha fatta davvero, ma quasi sempre non proprio come si credeva. La forza della mezz'ora di trasmissione sta anche in questi aneddoti così come nelle ricostruzioni basate sulle fonti antiche e sull'esplorazione dei luoghi. L'anno scorso di questi tempi, l'“inviato nel mondo antico” ci parlava, con il taglio dell'inchiesta giornalistica moderna, delle idi di marzo, giorno dell'uccisione dell'imperatore, che quest'anno è “tornato in vita” per aprire con Giulio Cesare, il dado è tratto la nuova serie di dieci puntate nel segno della cronaca da dove i fatti storici si svolsero. I primi quattro appuntamenti sono già andati in onda. Tra questi, con I trecento alle Termopili abbiamo scoperto che i guerrieri spartani si pettinavano prima di combattere. Era un segno per se stessi, ma soprattutto di rispetto verso la morte. Poi, dopo Costantino: il segno della Croce, è stata la volta, lunedì scorso, di Pompei, cronaca di una catastrofe, che «di tutte le catastrofi che si sono abbattute sul mondo – per dirla con Goethe – nessuna ha provocato tanta gioia alle generazioni future», ispirando opere letterarie, sceneggiati e film quasi tutti con lo stesso titolo: Gli ultimi giorni di Pompei. La prossima settimana con Socrate è in programma il processo alla filosofia.

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