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Gender, in e-book la grande bugia
Luciano Moia
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Gli articoli, le analisi, le interviste pubblicate su Avvenire e su Noi genitori & figli sulla questione gender, in questi ultimi 18 mesi, bastano a riempire oltre duecento pagine. Tante sono quelle del nostro e-book – sarà in vendita da martedì con il titolo «Gender, la grande bugia» –  che raccoglie però solo una selezione, per quanto molto ampia, di quanto scritto. Prova del nostro sforzo per raccontare il tentativo di assedio culturale della cosiddetta "gendercrazia" che vorrebbe negare la bellezza della differenza sessuale e seppellire sotto la spessa coltre di un’ideologia che disorienta e confonde, la reciprocità e la complementarietà tra uomo e donna.


Negare la forza vitale e feconda di questo rapporto, come appunto vorrebbero fare le "teorie del gender", significa lavorare per un mondo più confuso e meno visibile. E rendere la vita più difficile a tutti, a cominciare dall’impegno educativo delle famiglie. C’è tutto questo, e molto di più, nei cinque capitoli del nostro e-book. Innanzi tutto cerchiamo di definire, in modo semplice, ma per quanto possibile preciso, cos’è il gender, cosa si nasconde dietro l’acronimo Lgbtq – che ormai va dilatandosi quasi all’infinito –, cosa dice la scienza, da dove nasce il termine omofobia e perché sosteniamo la pericolosità di questa mistificazione antropologica e culturale.


Nel secondo capitolo una scelta dei principali interventi sul tema dei nostri editorialisti, da Vittorio Possenti a Francesco D’Agostino, ma anche di illustri esperti internazionali, come lo psicanalista francese Tony Anatrella, il direttore dell’Istituto Cattolico di Parigi, Philippe Bordeyne, o il preside dell’Istituto di teologia del corpo di Lione, Yves Semen. Nel terzo capitolo una selezione delle lettere inviate ad Avvenire con le risposte del nostro direttore Marco Tarquinio.


Uno spaccato importante per chiarire, semmai ce ne fosse bisogno, le preoccupazioni e le perplessità di tante persone di fronte alle pretese di teorie che, pur apparendo davvero lontanissime dal sentire comune, sono riuscite a infiltrare in modo così devastante la vita ordinaria di tutti. Nel capitolo successivo alcune delle tante interviste ospitate in questi mesi sulle nostre pagine, con spunti di lettura e di approfondimento davvero preziosi.


Una per tutte, quella allo psicologo del «Giovanni Paolo II» di Roma, Mario Binasco, che legge dietro la crescita del "gender" un preciso progetto politico sostenuto anche da certa finanza. Un obiettivo di consumo sessuale mascherato da valenza ideologica. Infine, nel capitolo conclusivo, la cronaca dei fatti. E qui davvero siamo stati costretti a limitare la scelta ai passaggi più rilevanti, perché gli episodi legati al tentativo di diffusione del gender che abbiamo documentato a partire dal gennaio 2014 sono veramente tanti. A dimostrazione della diffusione, della pervicacia, dell’insistenza di quella che papa Francesco ha definito «colonizzazione ideologica». Ma anche della nostra volontà di non abbassare la guardia.
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