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L'iniziativa
UnoDiNoi. In campo medici, giuristi, politici
Vincenzo R. Spagnolo
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«Vogliamo far sapere alle istituzioni comunitarie che la partita non è chiusa...». A poche ore dall’insediamento del nuovo Parlamento di Strasburgo, il comitato «UnoDiNoi», i medici e i giuristi cattolici e il Forum delle associazioni familiari, annunciano che riproporranno con maggior forza e sostegno l’iniziativa popolare in favore del riconoscimento della dignità dell’embrione umano fin dal suo concepimento, sottoscritta da quasi due milioni di cittadini (1.721.626 sono state le firme certificate dai vari Stati) ma "bloccata" il 28 maggio scorso dalla Commissione europea uscente, guidata da José Manuel Barroso. Un responso negativo «inaccettabile», secondo il presidente del Movimento per la vita (Mpv) Carlo Casini, perché «evita di esaminare i punti critici» sollevati dall’istanza e «non prende neppure in considerazione la domanda fondamentale relativa alla necessità che le istituzioni europee riconoscano il concepito come un essere umano».

Ma il comitato non demorde, aggiunge Casini, lanciando «un appello a tutte le forze dell’intelligenza europea: gli scienziati che conoscono i segreti della vita, i giuristi che amano la giustizia, i politici che lavorano per il bene comune». L’obiettivo, spiega, è suscitare «un’azione ampia e forte degli ambienti della cultura scientifica, giuridica e politica», affinché la nuova Commissione europea, che si insedierà a novembre, prenda in considerazione la petizione facendone «oggetto di un serio, approfondito, dibattito nel nuovo Parlamento». Ma la controffensiva del comitato avverrà pure sul piano giuridico: «Stiamo anche pensando a un ricorso alla Corte europea di giustizia per omessa risposta», dice Casini. E oltre a questo, ribadisce, «faremo giungere alla nuova Commissione e al nuovo Parlamento la voce di migliaia e migliaia di medici, giuristi e politici dei 28 Paesi Ue. E le autorità non potranno non ascoltarci e avviare quel confronto politico di cui la Commissione in scadenza ha avuto paura».

Sull’importanza di battersi in difesa della dignità umana del concepito, torna il professor Filippo Boscia, presidente dei medici cattolici italiani (Amci): «Le logiche del profitto, che guidano una parte della ricerca scientifica, hanno portato a una sorta di crudele "schiavitù" degli embrioni, soppressi per sfruttarne le cellule. Siamo giunti al paradosso che si sperimenti sulle cellule embrionali per non sperimentare sugli animali». Per il professor Gianni Giacobbe, dell’Unione giuristi cattolici italiani (Ugci), infine, «il paradosso è arrivato anche nel pensiero giuridico dove si arriva a considerare la distruzione dell’embrione come una dimostrazione del diritto alla vita. Quando verità e menzogna, bene e male si confondono a tal punto vuol dire che è giunto il momento di un grande movimento di popolo che sostenga e rilanci i valori fondanti della società».
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