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Lorenzin: «Utero in affitto, nuova schiavitù»
 
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Un appello "a tutte le donne in Parlamento" ad aprire una discussione "franca e senza ipocrisie", sull'adozione da parte delle coppie dello stesso sesso contenuta nel ddl Cirinnà sulle unioni di fatto. Un provvedimento che "si traduce automaticamente nella legittimazione dell'utero in affitto e dell'eterologa". A scriverlo è il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, in un post sul suo profilo Twitter, all'idomani dell'approvazione, a Parigi, della Carta per l'abolizione globale della maternità surrogata.

COSA CHIEDE LA CARTA DI PARIGI

Lorenzin usa parole che colpiscono nel segno: "Il corpo della donna non è un forno, che si accende per far cuocere una torta; la torta di un altro, che quando la torta è cresciuta al punto giusto, spegne il forno, prende la torta e la porta via. In tutto il mondo c'è un'antica battaglia da
proseguire contro la mercificazione del corpo delle donne e dei bambini".

"È un nuovo commercio internazionale, di organizzazioni complesse e criminali capaci di produrre enormi guadagni, tutto costruito sulla pelle delle donne in condizione di povertà, sui loro corpi fertili: ovociti che si comprano e si vendono su cataloghi, donne trattate come pezzi di ricambio in un mercato planetario".

"È il mercato che si impossessa della vita delle persone, è la forza del più ricco esercitata in danno del più povero, è la frantumazione di ogni etica - denuncia ancora il ministro -. Siamo nell'ultraprostituzione, e senza ipocrisia va denunciato ogni tentativo di regolamentazione che, in un regime di negoziazione del prezzo della gestazione e della vita stessa della mamma e del bambino, sarebbe illusoria. In gioco ci sono i diritti dei bambini che ancora devono nascere ad avere una madre e un padre, e i diritti delle donne che in questo nostro tempo impazzito sembrano essere regrediti perché evidentemente abbiamo dimenticato le battaglie delle nostre madri».

LA TESTIMONIANZA La storia di Elisa Anne: «Madre-schiava, voglio mia figlia»

«Questa è una frontiera tra tutte noi del mondo occidentale, privilegiate, istruite, ricche, e tutte le altre, costrette a subire abusi di ogni genere, private di diritti civili e istruzione, ridotte a schiave e oggi trattate come mere fattrici di organi e bambini da vendere sul mercato".
"La nostra preoccupazione deve focalizzarsi sui bambini che già ci sono e che hanno diritto a ogni tutela, al di là di come sono stati concepiti. Ma se il tema è questo, e solo questo, la soluzione noi donne di buon senso la troveremo senza fare entrare dalla finestra quello che giustamente abbiamo sempre detto di volere tenere fuori dalla porta. Non confondiamo le unioni civili con la stepchild adoption", conclude Lorenzin nella lettera-appello alle parlamentari.

IL COMMENTO Madri e figli: il trionfo del mercato di Assuntina Morresi
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