venerdì 8 novembre 2013
Appello comune delle fedi: fermate la legge. La proposta è di allargare la pratica anche ai minori e ai malati di mente. I rappresentanti delle comunità si oppongono a «queste estensioni» e al «rischio di banalizzazione crescente di una realtà tanto grave».
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Estendere l’eutanasia, già fortemente controversa, anche a bambini e alle persone colpite da demenza vuol dire sconvolgere le fondamenta della società, violando la dignità degli esseri umani. È un forte appello quello che hanno deciso di lanciare in una dichiarazione congiunta i rappresentanti di tutte le principali comunità religiose in Belgio contro la proposta-choc, avanzata pochi mesi fa da quattro senatori di altrettanti partiti della maggioranza che sostiene il premier socialista francofono Elio Di Rupo, di estendere a tutti, senza limiti di età, la possibilità di chiedere l’eutanasia. La proposta già da mesi suscita preoccupazioni e proteste, e ieri è stata diramata la netta presa di posizione di cristiani, ebrei e musulmani.«Vogliamo – affermano – rimarcare la nostra opposizione a queste estensioni ed esprimiamo la nostra viva inquietudine di fronte al rischio di banalizzazione crescente di una realtà tanto grave». La dichiarazione reca la firma di monsignor André-Joseph Léonard, presidente della Conferenza episcopale belga; del metropolita greco-ortodosso Panteleimon Kontogiannis; dei presidenti della Chiesa protestante unita, pastore Steven Fuite, del Comitato centrale della Chiesa anglicana in Belgio, canonico Robert Innes; e del Sinodo federale delle chiese protestanti ed evangeliche, Geert Lorein. Nonché dal Gran rabbino di Bruxelles, Albert Guigui e dal presidente dell’Esecutivo dei musulmani in Belgio, Semsettin Ugurlu.Dal 2002 è in vigore in Belgio una legge – già molto controversa – che consente ad adulti malati di chiedere ai medici un’iniezione letale per porre fine a sofferenze derivanti da gravi malattie. La norma prevede anche la possibilità di lasciare indicazioni di procedere in tal senso quando non si sarà più in grado di intendere e di volere (ad esempio in casi di demenza da Alzheimer), con validità massima però di cinque anni. Ora quattro senatori (socialisti e liberali fiamminghi e valloni) hanno lanciato la proposta, che ha già coagulato una vasta maggioranza parlamentare (gli unici a opporsi sono i cristianodemocratici), di consentire la scelta dell’eutanasia anche ai minori, facendo riferimento alla «capacità di discernimento» del bambino con la «garanzia che ciò che esprime sia ciò che comprende». A valutarlo saranno psichiatri dell’età evolutiva e psicologi. I quattro propongono, inoltre, che la dichiarazione anticipata possa essere illimitata, ampliando dunque enormemente le possibilità di eutanasia di persone malate di mente anche a distanza di vent’anni da una loro vecchia dichiarazione. «Proporre – protestano i religiosi – che minori possano decidere della propria eutanasia è un modo di falsare la loro capacità di giudizio e dunque la loro libertà. Proporre che persone dementi possano essere sottoposte a eutanasia è una negazione della loro dignità». Perché, proseguono, «l’eutanasia di persone fragili, bambini o persone dementi, è una contraddizione radicale della loro condizione di esseri umani. Non possiamo entrare in una logica che conduce a distruggere le fondamenta della società». La battaglia, tuttavia, è difficile, le pressioni sui parlamentari per un sì all’estensione crescono. Martedì due grandi giornali belgi – il fiammingo De Morgen e il francofono Le Soir – hanno pubblicato una lettera di 16 pediatri di diversi ospedali in cui si chiede perentoriamente ai parlamentari di «fare uscire l’eutanasia per i minori dall’illegalità» (facendo capire che viene già praticata). Il fenomeno eutanasia – per ora dei soli adulti– dilaga in Belgio: ormai il 2 per cento dei decessi è legato all’eutanasia, sono già 15mila le richieste anticipate deposte dal primo gennaio 2013.
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