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L'Inter spacca Napoli e vola in semifinale
Giulio Peroni
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Passa la meno forte, decide il più in crisi, abbassa la cresta la più gasata. Tutti si aspettavano il Napoli gioioso, mandolini e poesia, invece è arrivata l’Inter, l’Inter che non ti aspetti: gagliarda, consapevole, finalmente quadrata. Una squadra parecchio diversa da quella delle ultime edizioni. Talmente convincente e razionale, da superare i partenopei al San Paolo (0-2) grazie ad una prodezza di Stevan Jovetic (poi bissata da Ljajic), l’uomo più discusso del primo semestre nel prestigioso liceo manciniano.


L’Inter vola in semifinale di coppa Italia, se la vedrà con la vincente tra Lazio e Juventus. Il tecnico di Jesi, che in sei mesi le aveva provate tutte: formazione, modulo, uomini e attori non protagonisti, per l’occasione ha fatto bingo. Ha spedito in panca Icardi per lanciarsi in un sofisticato 42-3-1, il modulo degli spregiudicati, quello di mourinhana memoria. È cambiato (ancora una volta) lo scacchiere, e così, per fortuna dell’Inter, anche l’humus della squadra. La Beneamata ha giocato alla pari della capolista, a tratti le è stata superiore. Ha però sbagliato, e non poco, Maurizio Sarri. Raccolto in un piumone di certezze, nel gelo del San Paolo, il tecnico partenopeo ha colpevolmente rinunciato, almeno inizialmente, al gioiello di casa (Higuain), al vice- gioiello Hamsik. Ricordando al mondo intero che la sua creatura, tra campionato e coppa Italia, in casa sin qui aveva totalizzato ben 12 vittorie e 2 pareggi.


Tanta roba. Abbastanza per lasciare, soprattutto nella ripresa, il pallino del gioco agli avversari, e dando vita ad un improduttivo attendismo. Il tridente offensivo, stavolta composto da Gabbiadini- Mertens- Callejon, non ha capitalizzato granché, ma si trovava di fronte le solite, invalicabili manone del portiere Handanovic. L’Inter, dopo la splendida esecuzione di Jovetic, è andata al raddoppio con Ljajic. Nel finale è stato espulso Mertens, e Mancini allontanato dalla panchina. Screzi tra competitors. 


La grande gara porta ossigeno nel morale dei nerazzurri, non annichilisce quello dei partenopei. Si rincorrono stranezze in casa Inter. La Nerazzurra ha il cannoniere dello scorso campionato (Icardi), ma tira poco in porta e segna ancora meno. In compenso, ha la migliore difesa d’Italia, ma delle 5 squadre in testa alla Serie A, è quella che subisce mediamente più tiri: 4,35, contro i 2,37 della Juve, i 2,50 del Napoli, i 2,58 della Fiorentina e i 4,21 della Roma. Insomma, un ensemble di contraddizioni, suoni scomposti, talvolta armonici. Sembra la stralunata “Arkestra” di Sun Ra. Che alla fine potrebbe stonare meno di un Napoli nero a metà.
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