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Uno 007 sulle tracce di Maria
Luca Pellegrini
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 Il trailer

 

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All’agente segreto J.M., nome in codice “Avvocato del diavolo” (si definisce «un credente tiepido, con dubbi da risolvere»), è stata affidata una nuova missione: scoprire in cosa realmente credono in cristiani, capire con chi parlano quando dicono di farlo con Dio. O addirittura con la Vergine Maria, che loro affermano esserne la Madre. A lei è “consacrato” Terra di Maria, prodotto da Infinito más uno, un film davvero mariano, girato dallo spagnolo Juan Manuel Cotelo — che si riserva anche il ruolo, ironico e divertente, dell’Avvocato — già regista de L’ultima cima, testimonianza corale sul sacerdote Pablo Domínguez Prieto, tragicamente scomparso in alta montagna nel 2009.

Uscito molto sottotono in Spagna nel 2013, Terra di Maria in tre mesi ha superato i 60.000 spettatori raggiungendo cento città, affidandosi a un nuovo sistema di distribuzione, che si vorrebbe replicare anche in Italia: delegare agli spettatori l’iniziativa di chiedere la proiezione del film accedendo al sito terradimaria.it. Potrebbe funzionare, all’indomani dell’anteprima in programma venerdì prossimo al Santuario della Madonna delle Lacrime di Siracusa e della prima ufficiale il 16 settembre al cinema Odeon di Firenze. C’è un sincero entusiasmo.

«Perché non si trattava di girare un film soltanto “perché sì”, né di farlo tanto per parlare di questioni di fede o per semplici calcoli di mercato, affrontando questo tema – confessa Cotelo –. Le domande che faccio io a Dio, prima di cominciare un nuovo progetto, sono molto semplici: se avessimo due ore, solo due ore, per parlare oggi al mondo, di che cosa parleremmo? Le possibili risposte sono tante, perché siamo pieni di storie meravigliose che merita la pena conoscere. Ma io ho capito che è importante parlare al mondo della misericordia infinita di Dio, dei suoi sforzi costanti per recuperare l’amore dei suoi figli e che non c’è una sola persona sulla terra che, pur peccatrice, sia respinta dall’amore di Dio. Così è nato Terra di Maria: dalla preghiera intima con Dio».

Il suo personaggio immagina all’inizio un possibile film sulla storia della salvezza. Cominciano a scorrere scene originali della creazione dell’uomo, plasmato dalle mani del Padre, del peccato originale, del diavolo tentatore e della donna che gli schiaccerà la testa, di Adamo ed Eva e la cacciata dal paradiso terrestre, di Cristo sulla croce nell’atto di perdonare.
«La Bibbia è un racconto perfetto, che nessun altro racconto può uguagliare né soppiantare. La sua perfezione non si radica nel suo valore letterario ma nel miracolo che la rende un libro vivo. Leggendo la Bibbia, possiamo conoscere in modo intimo e personale quello che Dio vuole che noi facciamo, ognuno di noi. Non è un racconto su qualcosa che è successo, ma attraverso la sua lettura, Dio parla a ciascuno di noi, oggi. Questo, nessun altro libro lo può uguagliare. È Dio che traduce e attualizza le parole della Bibbia per ciascun lettore, in maniera intima, superando una lettura superficiale, che rimane al livello letterario. Per questo, nel rappresentare le scene bibliche in un film, come ho fatto io, non pretendevo di sostituirmi alla Bibbia. Ho soltanto preso qualche licenza artistica, come spesso hanno fatto i pittori. In ogni caso, nessuno può soppiantare il vero volto di Cristo, di Maria, del Padre, che conosceremo tra poco, arrivando in Cielo. Fino a quel momento, ce li immaginiamo».

Come si è sentito nei panni divertenti dell’Avvocato del diavolo?
«Il senso dell’umorismo non è qualcosa di forzato, fa parte della mia natura. Nel girare il film non mi sono trasformato in un’altra persona.  Se parliamo con Dio, non rinunciamo alla nostra personalità, perché Dio è innamorato della nostra realtà, di come siamo».

Per portare a termine la missione, lei raggiunge alcuni testimoni tra loro diversissimi – da Washington a Panama, da Las Vegas, dove incontra Lola Falana, a Bogotà, concludendo il viaggio a Medjugorje – interrogandoli sulla loro conversione e la loro fede. Come li ha scelti?
«Ho cercato persone che avessero sperimentato nella loro vita il potere trasformante di Dio oggi. Non cercavo teorici della fede ma esperti della fede. Persone che hanno capito la differenza tra vivere con Dio e vivere senza Dio. Tra le decine di storie ascoltate, abbiamo scelto queste poche, mostrando come ognuno sia amato e atteso da Dio. Tutti hanno parlato con libertà totale sulla realtà della loro vita. Come ad esempio quella dell’americano John Bruchalski, medico abortista fin dal 1994 che confessa di aver trattato le donne “come oggetti” e di aver capito che doveva curarle in modo completamente diverso dopo aver sentito, durante una visita come turista alla Basilica di Nostra Signora di Guadalupe a Città del Messico, una voce femminile forte e diretta che domandava: “Perché mi ferisci?”. O quella della splendida modella colombiana Amanda Rosa Pérez, che proprio dopo una serie di aborti, scopre in un mare di dolore il potere del Rosario e della preghiera. E ancora del panamense padre Francisco Verar che fonda in mezzo alla selva un centro di accoglienza dove si pratica la “Cristo-terapia” per aiutare ragazze che hanno subito ogni tipo di abuso. Quando qualcuno parla dal cuore, sempre comunica, sempre interessa, sempre attrae».

“Per Dio il suono della preghiera di chi lo cerca è il più bello del mondo”. Una splendida riflessione.
«È una preghiera spontanea di John Rick Miller, uno degli intervistati. Tutto quello che dicono i protagonisti del documentario è spontaneo, non c’è alcuna sceneggiatura alla base. Tutto scaturisce soltanto dal cuore».

Quale immagine di Maria vorrebbe conservassimo al termine del film?
«Quella della sua maternità. Madre di Dio, madre di ogni persona, senza eccezione. Non è la madre dei cristiani, né dei credenti, né dei santi. È la madre di tutti. E la sua missione è far sì che i suoi figli siano felici».
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