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Zalone sbanca tutti i record alla prima
Angela Calvini
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Che l’attesa del film delle feste di Checco Zalone fosse alta, lo si sapeva, ma che addirittura sfiorasse i 7 milioni di euro di incassi e il milione di biglietti venduti, raddoppianndo il record precedente, ha lasciato tutti di stucco, a partire da Giampaolo Letta, ad del distributore Medusa, che si dice «quasi senza parole» e Pietro Valsecchi, produttore di “Quo vado?0148 che parla di «un risultato al di là di ogni immaginazione. Un’iniezione di fiducia per il cinema italiano». Infatti la commedia di Checco Zalone (alias Luca Medici), che è anche sceneggiatore, autore soggetto e delle musiche e regista della pellicola insieme a Gennaro Nunziante, ha incassato il primo gennaio 6.852.291 euro, visto da 932.423 spettatori per un totale di 6.857.044 euro nelle 1078 sale monitorate da Cinetel. Ed è probabile che abbia incassato anche di più, contando che le sale in cui è stato distribuito da Medusa sono ben 1300 (400 in più di "Star Wars - Il riveglio della Forza"). Insommma, l’aria svagata del pugliese Checco raggiunge il miglior incasso nelle prime 24 ore, doppiando il record precedente di "Harry Potter e i doni della morte - parte II" (3,2 milioni), "Spiderman"(2,8 milioni) e l’ultimo "Star Wars" (1,8 milioni). 

Ma cosa spiega il successo irrefrenabile della comicità “politicamente scorretta” di Zalone? Innanzitutto la mancanza quasi totale di concorrenza, considerando l’uscita postnatalizia per evitare lo scontro con "Star Wars", che ormai ha compiuto la sua "mission" commerciale totalizzando nelle ultime due settimane oltre 20 milioni di euro lasciando le briciole ai concorrenti. Ma soprattutto la grande voglia di serenità e di fare in santa pace due risate, che le famiglie italiane sentono in questo inizio d’anno asfissiato dallo smog e attanagliato dagli allarmi terrorismo. 


Insomma, Zalone, mettendo alla berlina i cliché dell’italiano medio e restando fedele film dopo film alla sua maschera, quella del ragazzo del Sud piuttosto ingenuo, dagli obiettivi limitati, il cui massimo sogno è quello del posto fisso, ma in fondo di buon cuore, ha fatto ancora centro. Qui, in più, il comico pugliese allarga i suoi orizzonti mettendo a confronto il nostro modo di essere, coi nostri difetti ma anche coi nostri pregi, con quello di paesi stranieri del Nord e del Sud del mondo. La sua è una escalation esponenziale: Zalone con il primo film “Cado dalle nubi” nel 2009 aveva realizzato oltre 14.000.000 di euro, nel 2011, con "Che bella giornata" oltre 43.000.000 di euro e con "Sole a catinelle" nel 2013 il più alto incasso della storia per un film italiano con oltre 52.000.000 di euro al boxoffice. Le premesse per un altro record storico ci sono tutte. 
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