Supplementari & rigori
A cura di Giorgio De Simone
03/04/2012
Titolo Articolo
La A di Stramaccioni
e degli strafalcioni
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Primo tempo alla Mourinho, secondo alla Ranieri. L'Inter di Andrea Stramaccioni, l'esordiente Mister-baby nerazzurro da cui Moratti si aspetta la quadratura del cerchio, si è presentata così. Cinque gol al Genoa (via Marino, dentro Malesani) contro quattro, di cui tre su rigore. E allora che Inter è mai? Una squadra pirotecnica? Una falena? O, come quella contro la Juve, una compagine vigorosa nel primo tempo, ma effimera nel secondo? Si tratta anche di vedere quanto la società starà ora con Stramaccioni come, mettiamo, il Milan con Allegri e la Juve con Conti. O, anche, il Catania con Montella. Ci sono società che credono nel loro Mister e altre senza fede come l'Inter del dopo-Mourinho. Ora se, visto anche come Lazio, Udinese e Napoli hanno rallentato, i nerazzurri scaleranno la classifica fino ad acciuffare, con il terzo posto, il diritto ai preliminari di Champions, Stramaccioni avrà dipinto la sua Gioconda. Ma si accennava a Montella. È uno che sta dimostrando di avere il sangue del mister. La sua squadra non ha permesso al Milan di uscire vittorioso dal Cibali rimontandogli un gol dopo che otto giorni prima ne aveva rimontati due al Napoli. Al contrario dello Stramaccioni nuovo di zecca, Montella ha già fatto vedere quel che vale. Certo, a Catania, prima di lui hanno fatto bene Zenga, Mihajlovic, Simeone. Aiuta la città etnea a far bene quanto Palermo non aiuta. Un allenatore è bravo anche in funzione della fiducia che si ritrova attorno. Delio Rossi, per dire, era un maestro, adesso, a Firenze, è nella polvere. E la sua Fiorentina deve ringraziare il Lecce che non ha battuto in casa un Cesena già di fatto in serie B se dista ancora cinque passi dal baratro della retrocessione. Aveva Cosmi, dopo la sconfitta con la Lazio, fatto bene a Lecce tanto da promettere che nello spazio di quattro-cinque partite, i salentini sarebbero stati in area salvezza, ed ecco i risultati. Peraltro l'“uomo del fiume” non è nuovo a inopinati cali degli zuccheri. A Palermo, d'accordo c'è Zamparini, però era durato quattro partite. Ma per tornare a Stramaccioni, s'iscriverà il giovanissimo tecnico romano tra gli allenatori alla Montella, ovvero tra i giovani che ci sanno fare, o tornerà ad allenare i ragazzini? Ha a disposizione, per dircelo, otto partite. Ne ha a disposizione invece soltanto una Max Allegri per far sapere al mondo se è un grande allenatore e si gioca tra poche ore al Camp Nou tra Barça e Milan. Uscire non sconfitto (e in semifinale) dall'inferno blaugrana darebbe ad Acciughina Allegri rinomanza, fama, gloria, onore, tutto. E tutto in una notte.