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Pensioni e previdenza A cura di Vittorio Spinelli
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Per i militari pensioni in cantiere
 
 
Un recente ordine del giorno approvato dal Senato mette a fuoco lo stato della riforma delle pensioni dei militari, del personale della polizia e dei vigili del fuoco. Il provvedimento delinea gli indirizzi della previdenza militare, ai quali il Governo dovrà ispirarsi, dopo i contrasti sorti a seguito della riforma Fornero. La grande riforma ha esentato dalle regole comuni il personale impegnato nei diversi comparti della sicurezza interna ed esterna ed ha previsto uno speciale Regolamento di armonizzazione con le nuove regole generali di accesso alle pensioni.
Le prime proposte ministeriali che formeranno il nuovo Regolamento hanno suscitato resistenze ed opposizioni nei comparti interessati, in generale contro una omologazione giuridica e previdenziale con il personale del pubblico impiego. Una parificazione che porterebbe all'aumento dei requisiti e a condizioni più rigide per i pensionamenti, come stabilito ora per i pubblici dipendenti. In particolare, si segnalano dissensi su alcune misure restrittive previste dal Ministero del lavoro, come l'abolizione entro il 2018 dell'istituto dell'ausiliaria (con un trattamento temporaneo riservato al personale militare) o l'estensione dell'aspettativa per riduzione dei quadri. Sulla riforma il Ministero della difesa ha invece suggerito un incremento iniziale del personale da collocare in ausiliaria ed un rinvio dell'abolizione definitiva della stessa ausiliaria.
L'ordine del giorno, approvato in accordo dai vari gruppi parlamentari, impegna ora il Governo a tutelare le varie specificità dei corpi di polizia, delle forze armate e dei vigili del fuoco, ai quali la legge ha assegnato compiti peculiari che comportano speciali obblighi e doveri, fino allo svolgimento di attività usuranti, con limitazioni personali. Gli interventi previdenziali di settore all'interno del futuro Regolamento – si legge nell'ordine del giorno – dovranno essere limitati al solo allungamento dell'età per la pensione di vecchiaia e di anzianità ed a salvaguardare in ogni caso i diritti già acquisiti secondo le regole dei singoli ordinamenti.
Accanto alla pensione obbligatoria, il provvedimento del Senato auspica inoltre l'avvio di una previdenza complementare di settore nelle stesse forme previste per gli statali, fatte salve le posizioni dei dipendenti assicurati dopo il 1996 e soggetti al sistema contributivo puro. All'adozione del Regolamento dovrebbe poi seguire un riordino complessivo dei ruoli e delle carriere del comparto sicurezza e difesa e del comparto vigili del fuoco.
Nell'attesa delle nuove regole, restano sospesi i diritti pensionistici di tutti coloro che non hanno maturato, entro il 31 dicembre 2011, i requisiti di età e contributi stabiliti dai singoli ordinamenti di comparto. Dati i diversi orientamenti emersi sulla riforma si profila il rischio che il Governo non riesca a completare il riassetto complessivo della previdenza militare entro il 30 giugno, termine previsto dalla legge 214/2012.

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