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Lupus in pagina A cura di Gianni Gennari
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Infanticidi e suicidi: pagine datesi «all'ippica»
 
Sabato "Gazzetta dello Sport" (p. 40: "Le notizie che non lo erano") così Luca Sofri: «Mercoledì Avvenire ha pubblicato un editoriale severo contro un articolo di una rivista scientifica americana… sul rapporto tra aborto e infanticidio, come se l'articolo avallasse il secondo». Sofri usa la frusta: non è vero, ed è evidente che «l'Autore (di) Avvenire aveva letto solo le poche righe di riassunto dello studio pubblicate su Internet». Leggi e pensi che Sofri è un giornalista "che non lo è", non capisce ciò che legge e scrive di cose che, se veramente le ha lette, certo non ha capito. Infatti il "Journal of Medical Ethics", non è «una rivista americana», ma australiana, e gemella del "British Medical Journal", anch'esso non americano, ma britannico. Non basta: «l'Autore dell'articolo su Avvenire», Gian Luigi Gigli, professore di neurologia all'Università di Udine e direttore del dipartimento di neuroscienze – 170 pubblicazioni scientifiche, cattedre in Italia, Stati Uniti (New York e Houston) e in Canada (Mc Gill University), presidente della Federazione Internazionale delle Associazioni dei medici cattolici – sa leggere, e capisce ciò che legge. Infatti, al contrario di quanto sostiene Luca Sofri, l'articolo in questione "approvava" testualmente l'infanticidio, così: «Noi affermiamo che l'uccisione di un neonato potrebbe essere eticamente ammissibile. Le stesse ragioni che giustificano l'aborto dovrebbero anche giustificare l'uccisione di una persona quando è allo stadio di un neonato». Dunque Sofri non legge, se legge non capisce, ma – accusando altri di non leggere e non capire – ne scrive sulla "Gazzetta dello Sport". Quale disciplina? L'unica appropriata è "l'ippica", ma tra le corse degli asini.

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