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L'indice A cura di Mirella Poggialini
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Olimpiadi in tv, il reality sul podio
 
 
La tv e le lacrime. Ingrediente primario di tutto quanto le Olimpiadi offrono al pubblico delle generaliste, che dello sport e delle specialità in gara fanno pallidi cenni ma si dilungano, in differita, su emozioni e storie degli atleti. Le Olimpiadi non appaiono in tv come grande evento sportivo, in queste prime tornate: ci sono invece personaggi, come in un grande reality in cui le storie si intrecciano al gossip, con qualche veleno, e i partecipanti alle gare emergono soprattutto quando perdono, disperdendosi poi in fiumi di lacrime o in bellicose dichiarazioni senza senso. E poi ci sono le mamme che si confidano con i giornalisti e raccontano vicende, anche toccanti, di ragazzi coraggiosi e di atlete scrupolose, pronte a dedicare la vita ai pochi minuti di una gara. Un gossip da rotocalchi che di questi si fa discepolo e imitatore, disperdendosi in gare di bellezza («Chi è il più bello delle Olimpiadi?»), in curiosità da salotto, che gli inserti video su Internet arricchiscono di particolari. Un mondo di giovani e brani scelti delle gare in cui «non è importante vincere ma partecipare», ma che diventano palcoscenico di scene commoventi o irritanti, in cui lo spirito sportivo cede ai rancori sopiti. Le immagini più significative sono quelle sul podio, in cui alla radiosa gioia dei primi si contrappongono la delusione e la rabbia degli altri due, malgrado tirati sorrisi, e il "reality" trova la sua più forte attrattiva. Così che non sapremo mai cosa fanno gli atleti di misteriose discipline dal nome esotico, ma avremo seguito – se non abbonati a Sky sport – le emozioni in diretta di atleti che da anni hanno puntato tutto su queste sfide e si sono uniformati sino allo spasimo al culto del primato. Emozioni. Quelle che il passivo pubblico casalingo cerca al di fuori, sollecitate da quelle altrui: un "ricostituente" che integra quanto un'apatia diffusa sommerge e cancella, in piatta uniformità priva di vere reazioni.

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