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L'indice A cura di Mirella Poggialini
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«Detto fatto», ma lo stupore non c'è
 
C'era una volta l'economia domestica, che era anche materia scolastica per le fanciulle, in un'epoca nella quale maschi e femmine seguivano rigorosi diktat quanto al genere: e così è stato presentato il programma-ritorno di Caterina Balivo, riapparsa su Rai2 con il prostprandiale Detto fatto, un "quotidiano" costruito sull'esempio della pay-tv e dei nuovi canali digitali. Una trasmissione "che insegna", collocata in un palcoscenico di elegante stilismo, poco adatto a un'intonazione casalinga e affettuosa, in cui la brava Caterina si muove con grazia pur galleggiando nel vuoto: e presenta una coppia in cui il marito chiede che la moglie, troppo semplice nel suo apparire, diventi una vamp (e lei accetta, pur a disagio sui tacchi 12!) e poi tre ragazze che si sono gonfiate a dismisura abbuffandosi (da sottoporre a dieta, ovviamente). C'è anche una complicata torta da decorare con fantasia, come di moda, e un breve spazio per le coltivazioni di erbe odorose e per un parrucchiere in vena di invenzioni. Tutto chiaro, semplice e ben proposto, con qualche freddezza di troppo che il sorriso caloroso della conduttrice non riesce a dissipare. Perché il programma nuovo e originale avrebbe dovuto, per conquistare, aver un pubblico magari esiguo ma partecipe, pronto a fare e a impegnarsi di persona in quei gesti consueti ma che segnano la quotidianità. Così, invece, Detto fatto lascia passivo chi guarda, senza stupirlo: perché alla fine il marito (figuriamoci!) approva la moglie, imbarazzata da una acconciatura sconcertante; le ragazze paffute promettono di stare a dieta e se ne vanno, Caterina sorride e descrive quello che vediamo, le mani stanno tutte ferme, nessuno ha fatto nulla. Oh, la poesia e l'ardire dell'attaccare un bottone, come sfida alle giovani impegnate! E perché no il distinguere fra le insalate, riconoscere il detersivo giusto, stirare un lenzuolo con gli angoli? Questa sì, sarebbe rivoluzione!

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