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Stepchild adoption, il Pd cerca una mediazione
 
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​Unioni civili, martedì si torna in aula con l'inizio del voto sugli emendamenti ma la situazione resta incerta con l'incognita sulla stepchild adoption. Dal ministro dell'Interno Angelino Alfano arriva un nuovo appello allo stralcio rivolto ai cattodem (i cattolici nel Pd) e al M5S ai quali chiede di far "saltare", insieme ad Ap, il punto delle adozioni. Punto sul quale, allo stesso tempo, l'ala cattolica insiste di poter votare erigendo una trincea contro il canguro" a prima firma di Andrea Marcucci e chiedendo, comunque, lo spacchettamento dell'emendamento in due parti, una sui diritti e una sulla stepchild.

La partita, insomma, è apertissima laddove una terza via tra lo stralcio e l'approvazione tout court della stepchild resta difficilissima. Alfano domenica è tornato alla carica. "Se fossi il leader del Pd io stralcerei la stepchild", attacca il leader centrista ricordando di aver avanzato personalmente tale ipotesi al premier Matteo Renzi, assicurandogli, in cambio, il via libera alla legge "di tutta la maggioranza". Ma Renzi mi "ha detto che la posizione del Pd è per non stralciare", spiega Alfano chiedendo così direttamente ai senatori contrari all'adozione di votare no facendo uno "stralcio" in aula.

>> STECHILD ADOPTION; 10 MOTIVI PER IL NO

Alle parole di Alfano seguono i comunicati "infuocati" dei cattodem. In 7 tornano a chiedere al Pd lo stralcio della stepchild, parlando di "situazione ancora molto confusa". "La stepchild non vale solo per i bimbi che già ci sono", incalza Stefano Lepri, paventando che essa possa fare da anticamera per un maggior ricorso all'utero in affitto all'esterno, mentre Rosa Maria Di Giorgi, in vista dell'ipotesi canguro, dice che sarebbe "inaudito che ci venga impedito di votare". E auspica che "il senatore Marcucci ritiri l'emendamento". Ma il canguro, al momento, resta all'orizzonte. Di fronte all'ostruzionismo "ci sono strumenti a disposizione nei regolamenti parlamentari", spiega il vicesegretario Lorenzo Guerini.

Il patto Lega-Pd sul taglio degli emendamenti sembra ormai franato ed è possibile, a questo punto, che martedì sul canguro venga chiesto lo spacchettamento e il suo voto per parti separate (richiesta sulla quale decide comunque il presidente Pietro Grasso). Ed è sui punti "d e f" del canguro relativi all'adozione che la stepchild, probabilmente a voto segreto, si gioca il suo futuro. I numeri dell'aula, infatti, restano in bilico, il voto contrario dei cattolici Pd, in nome della libertà di coscienza, è scontato e, in caso di bocciatura dello stepchild, il suo stralcio potrebbe davvero concretizzarsi.
Nessun accordo in seno al Pd
Oltre tre ore di riunione tra il capogruppo Luigi Zanda, la ministra per le Riforme, Maria Elena Boschi, Andrea Marcucci (firmatario del 'super-canguro', ndr) e i cattodem,  hanno fatto registrare un nulla di fatto con molti nodi ancora da sciogliere. Zanda, che ha definito la riunione "molto interessante e positiva" ha spiegato che il lavoro di mediazione continuerà anche questa sera e se necessario i senatori Dem, tutti, si rivedranno anche domani mattina. Sul tavolo oltre alla stepchild adoption, su cui l'ala cattolica del Nazareno vorrebbe allargare la libertà di coscienza sugli emendamenti presentati, l'utilizzo del 'super canguro' che non solo ridurrebbe, e di molto, le norme presentate dalla Lega Nord al ddl Cirinnà, ma che andrebbe a creare una spaccatura con gli stessi cattodem, cancellando di fatto gli emendamenti su cui chiedono la modifica delle adozioni per il partner.
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