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Unioni civili, Alfano: traumatico voto Pd-M5s
 
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Un sì alla legge sulle unioni civili con i voti di Pd e Movimento 5 stelle "sarebbe un fatto negativo e traumatico. Non credo che minacciare ad otto giorni dal voto la crisi, conoscendo anche le dinamiche parlamentari, sarebbe una mossa intelligente ed astuta".

Lo ha affermato il ministro dell'Interno e leader di Ncd, Angelino Alfano, ospite su La7 a 'L'Aria che tira'. "Noi -ha ribadito - non minacciamo la crisi, diciamo semplicemente che
votare insieme ai Cinquestelle è un fatto traumatico e grave, che se
il Partito democratico lo risparmia fa meglio non solo per me o per
Renzi, fa meglio per l'Italia".
Il voto sulle pregiudiziali
​Il ddl Cirinnà è approdato ieri pomeriggio nell'aula del Senato con i due voti palesi sulle otto pregiudiziali di costituzionalità e le tre sospensive. Superato questo primo scoglio (con l'asse Pd-M5S che tiene per il momento) il ddl non dovrà tornare più in Commissione, il presidente dell'assemblea Pietro Grasso ha dato avvio alla discussione generale, che secondo i calcoli teorici dovrebbe durare 21 ore prima dell'avvio della votazione.

>> L'APPROFONDIMENTO: VAI AL DOSSIER

La parola alla relatrice Monica Cirinnà
"Questa quarta versione del disegno di legge è già una sintesi moderata e altre mediazioni potrebbero favorire discriminazioni"; così Monica Cirinnà, firmataria del ddl sulle unioni civili, prendendo la parola in aula al Senato all'inizio della discussione generale. Sulla stepchild adoption "si sono agitati i fantasmi più spaventosi. La legge 40, quasi interamente riscritta dalla Consulta, vieta e punisce espressamente la pratica della gestazione per altri! Questo divieto è in vigore, resterà in vigore e in nessun modo il testo di cui discutiamo oggi interferisce con tale divieto". 

Gli schieramenti
Il centrodestra è compatto sul no all'intero ddl, considerato anticostituzionale. Trattative sono in corso con la Lega per tagliare circa 4500 emendamenti. L'ostacolo a che il "patto con il Pd sia messo in pratica (che consite nel ritiro nell'emendamento canguro), viene spiegato da fonti dem, è che la Lega vorrebbe dal Pd non solo la garanzia di non vedersi neutralizzati i propri emendamenti ma anche che quei circa 500 emendamenti superstiti siano dichiarati ammissibili e quindi sottoposti al voto. Una condizione che, al momento, per il Pd è alquanto difficile da accettare e non solo per diffidenza ma anche perchè è al presidente Grasso che spetta la decisione sulle ammissibilità delle richieste di modifica. Per di più, spiegano ancora fonti di maggioranza, entra in gioco anche la questione delle votazioni segrete.

>> I PUNTI SALIENTI DEL DDL CIRINNA'

Il voto segreto

Dopo le votazoni di ieri ci sarà una lunga discussione generale, poi si inizierà a votare sui emendamenti e sugli articoli. L'incognita principale è rappresentata dal voto segreto: spetterà al presidente del Senato Pietro Grasso indicare su quali temi prevederlo. Riflettori puntanti in particolare sull'articolo 5 sulla stepchild adoption e sull'intera legge. Il gurppo dei senatori del Pd si è iimpegnato a votarla (accettando di fatto a scatola chiusa l'esito dell'iter parlamentare) e giovedì tornerà a riunirsi per sapere dal capogruppo Luigi Zanda su quali articoli ci sarà la liberà di voto. 

La trattativa sullo stralcio. Ieri sera i deputati e senatori di Ap hanno fatto il punto sulla linea da assumere sul ddl unioni civili. All'incontro sarà presente anche il ministro dell'Interno, Angelino Alfano. Il ministro dell'Interno ha lanciato un appello al Pd, riprendendo la proposta fatta ieri da Buttiglione: "Costruiamo insieme una larga maggioranza parlamentare sulle unioni civili. Come? Eliminando dal testo qualsiasi analogia col matrimonio e la norma sulle stepchild adoption". Dal Pd però non arriva la risposta sperata, almeno per il momento. Zanda parla di aperture positive da parte di Alfano ma ufficilamente il Pd non intente modificare l'impianto del ddl. Trattative in corso per lo straclio delle adozioni sono in realtà in corso sia per le richieste dei cattodem sia per il monito della presidenza della Repubblica a rispettare la Costituzione.    



>> UNIONI CIVILI: DOMANDE E RISPOSTE

Intanto fa sentire la sua voce anche Massimo Gandolfini, il portavoce del comitato "Difendiamo i nostri figli" che ha organizzato il Family Day di domenica. "ll nostro popolo è talmente determinato che è pronto a fare qualsiasi cosa. Anche andare di nuovo in piazza. Ma questa è l'extrema ratio. Però faremo sentire la nostra voce, diremo chi ci ha rappresentato e chi no" ha detto.

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