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Ddl Cirinnà
Unioni civili, settimana decisiva
 
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​Settimana decisiva per le unioni civili tra piazza e Senato. Giovedì il ddl Cirinnà approderà in aula. Si parte con il voto sulle pregiudiziali ma i gruppi parlamentari sono consapevoli che la battaglia entrerà nel vivo solo la settimana successiva, all'indomani del Family day. Il premier Matteo Renzi spera di trovare un punto di intesa con le varie anime del suo partito e con gli alleati di Area popolare.

Ecco tutti gli emendamenti al ddl Cirinnà 

Piazze a confronto.
Sabato scorso sono scesi in piazza i movimenti Lgtb con manifestazioni in cento città. L'obiettivo dichiarato da tanti in manifestazione è il "matrimonio egualitario" con tanto di adozioni gay. In quest'ottica il testo Cirinnà viene considerato il «minimo sindacale» attraverso il quale arrivarci. Un punto di partenza, insomma. Peserà, naturalmente, la ben maggiore adesione che si prospetta per la manifestazione di sabato al Circo Massimo a favore della famiglia (VAI AL SITO), in difesa quindi di un valore costituzionale condiviso, con l’adesione di un numero sempre maggiore di associazioni e anche di esponenti politici della maggioranza, nello stesso Pd.

I cattolici del partito propongono modifiche più incisive sulla stepchild adoption e per vietare l’utero in affitto, anche se praticato all’estero. Senza considerare le garbate raccomandazioni del Quirinale di non discostarsi dal dettato della sentenza della Consulta del 2010, che tiene ben distinte unioni civili e famiglia. Non è per niente chiara quindi nel Pd, la strada da seguire per arrivare a un testo condiviso.

Una soluzione potrebbe arrivare dall'emendamento del senatore Andrea Marcucci, uomo vicinissimo al premier che punta a tramutare la stepchild in affido pre-adottivo di due anni, una sorta di mediazione fra l’affido rafforzato chiesto dai 'cattodem' e l’attuale testo, attraverso il vaglio caso per caso dei giudici minorili. Resterebbero però in piedi tutte le perplessità circa la maternità surrogata che potrebbe ottenere un via-libera implicito, nonostante gli attuali divieti.

C’è poi un altro emendamento a firma Marcucci- Pagliari che mette in campo il cosiddetto 'canguro', una norma-deterrente da usare come taglia-emendamenti (già sperimentata sulla riforma costituzionale) se si andasse verso l’ostruzionismo.

Intanto Laura Boldrini domenica è scesa in campo e difende la stepchild adoption. Il giorno dopo le cento manifestazioni "arcobaleno" la presidente della Camera si è schierata a difesa dell'adozione del figlio del partner.
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