martedì 21 ottobre 2014
​I confederali: "norma inaccettabile, accanimento nei confronti degli anziani". La manovra al vaglio del Quirinale. Dall'Ue un invito a tagliare il deficit strutturale.
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Una misura "nascosta" nelle pieghe della legge di stabilità e finora passata quasi inosservata. L'ipotesi di uno slittamento del pagamento delle pensioni, dal primo al 10 del mese, fa infuriare i sindacati che accusano il governo Renzi di perseguitare i pensionati. Una norma "inaccettabile" la definiscono i segretari generali, di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, Carla Cantone, Giggi Bonfanti e Romano Bellissima. Aggiungendo che si tratta di "un vero e proprio accanimento nei confronti degli anziani". Slitterà dal primo al giorno 10 di ogni mese il pagamento delle pensioni. La norma contestata oggi dai sindacati dei pensionati sarebbe prevista dal disegno di legge di stabilità ed era già inserita nelle bozze circolate nei giorni scorsi. Scatterebbe dal primo gennaio 2015 con l'obiettivo di "razionalizzare ed uniformare le procedure e i tempi di pagamento delle prestazioni previdenziali corrisposte dall'Inps". La norma prevede che "i trattamenti pensionistici, gli assegni, le pensioni e le indennità di accompagnamento erogate dagli invalidi civili, nonchè le rendite vitalizie dell'istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro sono poste in pagamento il giorno 10 di ciascun mese". Il pagamento slitta al giorno successivo se il 10 del mese è "festivo o non bancabile". Il nodo che emerge - secondo chi contesta la norma - è che spesso la pensione serve per pagare impegni "fissi", come l'affitto (che scade solitamente il 5 di ciascun mese), il mutuo o eventuali pagamenti di prestiti. La legge di stabilità, inoltre, prevede che l'Inps debba fare "un unico pagamento ove non esistano cause ostative nei confronti dei beneficiari di più trattamenti". Lo stesso articolo prevede anche una stretta delle norme nel caso di pagamento della pensione ad un defunto con l'obiettivo di evitare possibili frodi. La norma, quindi, richiede che sia previsto l'invio telematico all'Inps del certificato di decesso da parte del medico che accerta la morte e l'obbligo di restituzione da parte della banca degli eventuali importi già accreditati.  Intanto procede l'iter della manovra che è al vaglio del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. "Sarà oggetto di un attento esame essendo per sua natura un provvedimento molto complesso" precisa una nota del Colle. "In queste ore dovrebbe essere consegnato alla presidenza della Repubblica il testo definitivo" della legge di stabilità ha riferito il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. Il governo italiano non è preoccupato per le eventuali richieste di chiarimenti sul bilancio 2015 da parte della Commissione europea: "Siamo tranquilli", ha detto il sottosegretario agli Affari europei Sandro Gozi prima di presiedere il Consiglio Affari Generali a Lussemburgo. Con la Commissione, ha aggiunto, "ci sono contatti continui ma si tratta di un dialogo fisiologico". Il presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso avrebbe intenzione di chiedere all'Italia una correzione del deficit strutturale per il 2015 dello 0,5% contro lo 0,1% inserito dal governo nella legge di stabilità. Unaposizione che, interpretando alla lettera le regole del Patto, non darebbe spazio a quel 'pieno uso della flessibilità' che invece il successore di Barroso, Jean Claude Juncker, si è impegnato ad applicare. Ma ancora non è chiaro se un'eventuale richiesta di maggioriinformazioni e modifiche sarà resa pubblica oppure no. La Commissione potrebbe, con una scelta più soft, risolvere tuttoattraverso canali più riservati, senza arrivare alla bocciatura delle leggi. "I contatti con i Governi sono costanti ma non è sempre appropriato farlo sapere", ha detto il portavoce del commissario agli affari economici Jyrki  Katainen che oggi ha escluso che sia stata inviata una lettera all'Italia. Idubbi di Bruxelles sono sul rinvio del pareggio di bilancio al 2017 e sulla riduzione del deficit strutturale. Con il commissario Katainen più morbido di Barroso perché si accontenterebbe dello 0,3%.
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