sabato 26 settembre 2015
​Il presidente della Repubblica dal convegno della Dante Alighieri a Milano: fare di più per promuovere la conoscenza della lingua italiana.
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​"Il vento della globalizzazione soffia con forza crescente e non saranno muri o barriere a fermarlo": lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando alla società Dante Alighieri a Milano. E proprio citando Dante il presidente ha aggiunto che "per assicurare anche ai nostri figli un futuro di pace e felicità non servono persone con la testa rivolta indietro" come gli indovini descritti da Dante nel XX canto dell'Inferno costretti "a camminare a ritroso". "Abbiamo bisogno di filosofi, intellettuali e politici con intelligenza degli avvenimenti e idealità - ha proseguito -, capacità di visione e lungimiranza". Il capo dello Stato ha avvisato che però "avere lungimiranza nel progettare il futuro non significa rinnegare il passato ma investire" con i valori della cultura "in un mondo che cambia velocemente".   Un "autentico limite italiano" a volte è stato il fatto che "non siamo riusciti a fare squadra presi da divisioni non di rado artificiose" ha detto ancora Mattarella parlando al convegno internazionale della società Dante Alighieri e aggiungendo che "la percezione dell'Italia all'estero, nonostante gli stereotipi, è migliore di quella che avvertiamo noi italiani forse assuefatti all'idea di vivere nella storia e nel paesaggio". Tornando al tema dell'immigrazione Mattarella ha sottolineato la necessità di aiutare il processo di integrazione partendo dalla lingua. "Credo che dovremmo essere più impegnati nel promuovere e assicurare la conoscenza della nostra lingua agli immigrati che si insediano nel nostro Paese. Il presidente della Dante Alighieri, Andrea Riccardi aveva ricordato che i fondi della società sono stati tagliati dell'80%, spiegando che lo stato francese investe 760 milioni l'anno, la Gran Bretagna 826 milioni, la Germania 218 milioni, la Spagna 80 milioni, mentre "la Dante riceve 600 mila euro".  Riccardi ha parlato di "italsimpatia" e il capo dello Stato in qualche modo ha accolto il suo appello, aggiungendo che "non è solo questione di fondi, servono idee e proposte". Bisogna "fare sistema" mettendo insieme il pubblico, gli imprenditori, le università, gli artisti e i giovani, facendo anche uno sforzo "per diffondere la nostra lingua su internet, ciascuno nel suo campo". Il capo dello Stato ha parlato dell'importanza di insegnare l'italiano agli immigrati ma anche di diffonderlo all'estero, ad esempio nei Balcani o nella sponda sud del Mediterraneo, "dove l'italiano - ha concluso - può diventare strumento di pace.
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