venerdì 15 gennaio 2016
​​Il presidente della Commissione: c'è un problema con l'Italia. E denuncia lo stop di Roma ai 3 miliardi per i rifugiati in Turchia e le prese di posizione sulla flessibilità. Padoan: nessun tensione.
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​C'è un "problema con l'Italia", il cui primo ministro "il mio amico Matteo Renzi" ci critica e insulta regolarmente, e per questo "mi recherò in visita a fine febbraio" a Roma, visto che "Renzi si lamenta del fatto che non ci sono ancora mai andato". Lo ha detto il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, durante la sua conferenza stampa di inizio anno, oggi a Bruxelles. "Esito a esprimermi con lo stesso vigore con cui Renzi si rivolge a me, non credo che faciliti le cose". "Credo che il primo ministro italiano, che io rispetto e amo molto, abbia torto a insultare e criticare la Commissione regolarmente" ha detto ancora Juncker. "Abbiamo introdotto - ha sottolineato ancora il presidente della Commissione Ue - una dose di flessibilità aumentata nelle politiche di bilancio, spesso contro la volontà di paesi importanti che si dice dominino l'Europa, e l'Italia gode pienamente di questa flessibilità. Sono sorpreso - ha affermato il presidente della Commissione - di sentire Renzi dire, come ha fatto alla fine del semestre di presidenza italiano, che è stato lui a introdurre la flessibilità".  Juncker ha sottolineato che esiste un problema con l'Italia per quanto riguarda l'esborso - bloccato da Roma - del finanziamento da 3 miliardi di euro che il Consiglio europeo aveva deciso di destinare ai programmi per i rifugiati in Turchia, e ha osservato che in questo momento "l'atmosfera fra l'Italia e il resto dell'Ue non è delle migliori" Juncker ha definito "sorprendente" la riserva espressa dall'Italia riguardo al cofinanziamento per i rifugiati in Turchia. "Non so spiegarla, non sono soldi per la Turchia ma per i rifugiati siriani in Turchia", ha ricordato il presidente della Commissione, aggiungendo che "i progetti di integrazione dei rifugiati siriani sono già in corso, ma mancano ancora i tre miliardi". Juncker ha infine sottolineato come diversi Stati membri dell'Ue abbiano fallito nel rispettare i loro impegni per risolvere la crisi dei migranti, a partire dall'accordo di ricollocazione di 160mila migranti arrivati in Italia e Grecia. I rapporti fra Italia e Unione europea  "rimangono cordiali e costruttivi" e "il governo italiano non ha nessuna volontà di offesa nei confronti dinessuno e tantomeno della Commissione europea o dei suoi membri"  ha detto il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan al termine dell'Ecofin sottolineando che l'Italia non aveva nessuna intenzione di fare critiche all'Ue.
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