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Alfano «Ora lavoro e famiglia, mai matrimoni gay»
Arturo Celletti
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«Non c’è Alfano contro Renzi, e non voglio trasformare un confronto tutto politico in qualcosa di personale. Ma io sono "lavoro e famiglia". Sono queste le mie, anzi le nostre, priorità. Noi difendiamo principi e valori. E non possiamo restare in silenzio se il segretario del Pd prova a dire che si parte invece da unioni civili e immigrazione».

Angelino Alfano prende fiato e, sottovoce, costruisce, parola dopo parola, la sfida a Renzi: «Voglio un confronto vero, schietto, serio. Ma soprattutto lo voglio senza ambiguità e davanti al Paese. Gli italiani dovranno ascoltare, capire e giudicare. Perché ora l’obiettivo è trovare un’intesa per un anno di riforme capaci di strappare definitivamente il Paese alla crisi».

Il vicepremier non va avanti. Non mette in fila i mille dubbi che prendono forma dietro una nuova giornata complicata, in cui torna a prendere forma il fantasma di un’election day con politiche ed europee a maggio. Alfano evita polemiche, anche perché sa che un’intesa politico-programmatica non è a portata di mano, e riconosce con realismo tutte le difficoltà che si agitano dietro la grande partita politica del nuovo anno. «Il campo è minato, ma noi da sempre lavoriamo per l’accordo. Se c’è buona fede, ce la facciamo. Noi siamo decisi a fare la nostra parte. A mettere il Paese davanti a tutto e a lavorare per il Patto 2014».

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Renzi l’accusa di voler usare l’argomento unioni civili per fermare un’intesa sulla legge elettorale.
Sono parole. Siamo noi i più decisi a voler fare in fretta. E dimostreremo con i fatti di essere assolutamente riformatori. Renzi dice che il suo obiettivo è chiudere in una settimana? Beh, noi siamo pronti a fare ogni sforzo per centrare l’obiettivo in tempi strettissimi partendo però da due punti fermi: il bipolarismo va difeso e al cittadino va restituita la capacità di scegliere. Ma a Renzi vanno dette parole chiare: troppi argomenti polemici sommati tra di loro rischiano di diventare un gigantesco pretesto per far saltare tutto.

Vede davvero questo rischio?    
Renzi è come se non capisse gli sforzi del governo per arginare gli effetti di una crisi economica drammatica. Oggi la gente chiede lavoro, altro che matrimoni gay. E nel patto 2014 occorre dare una corsia preferenziale alle vere emergenze: la famiglia da tutelare e l’occupazione da rilanciare. Si parte da qui, siamo tutti obbligati a partire da qui.

Passi dalle parole alle proposte.
Tre anni a burocrazia zero per le nuove imprese. Chi vuole attivare un’attività dovrà poterlo fare senza chiedere permessi e autorizzazioni che non arrivano mai: per il triennio 2014-2016 serve una rivoluzione e lo Stato dovrà fidarsi dei cittadini. Ma c’è un altro punto: la riforma Fornero ha prodotto danni enormi, ora andrà smontata pezzo dopo pezzo.

Torniamo alle unioni civili. Lei è pronto davvero a parlare con Renzi?
Con una premessa: di matrimoni gay non se ne parla oggi e non se ne parlerà mai. Non è una strada praticabile. Possiamo discutere, invece, se c’è da ritoccare il codice civile per assicurare le garanzie patrimoniali di rapporti affettivi che rispettiamo. Sarò chiaro: non mi sottraggo a un confronto sulle unioni civili, ma prima si discute della famiglia. Questa ha permesso al Paese di reggere alla crisi, ha fatto sacrifici e ha pagato un costo pesante. Ora deve tornare protagonista.

Renzi dice che per la famiglia voi non avete fatto nulla. Anzi vi accusa di avere azzerato i fondi.
Il principio del quoziente familiare è stato introdotto e sostenuto da noi. Nonostante una crisi senza precedenti, nonostante le rigidità dell’Europa, nonostante un debito pubblico che ci obbliga a non abbassare mai la guardia. Abbiamo fatto e faremo ancora: l’intero sistema fiscale dovrà tenere conto dei carichi familiari. Ma a proposito: quali sono le proposte che ha il Pd sulla famiglia?

Siete pronti anche a ripristinare le detrazioni per i figli all’interno della Tasi 2014 sulla prima casa?
È la strada maestra. Credevo e credo nelle detrazioni, per questo penso che il loro ripristino andrebbe messo nero su bianco nell’emendamento che il ministero dell’Economia sta preparando. Comprendo che l’autonomia dei Comuni va rispettata, ma occorre fare ogni sforzo per trovare un punto di equilibrio capace di tutelare le famiglie numerose.

L’immigrazione è un’altra priorità per il Pd...
Abbiamo dimostrato una straordinaria capacità d’accoglienza, abbiamo salvato in mare migliaia di immigrati... Siamo un popolo che ha chiaro il valore della solidarietà. Ma abbiamo anche il dovere di non lanciare dall’altra parte del Mediterraneo dei segnali che possano essere interpretati come un "prego accomodatevi". Vede, abbiamo una grande difficoltà ad assicurare un futuro dignitoso ai nostri figli e di fronte a un’emergenza ancora drammatica non possiamo fare politiche che possono rischiare di generare odio sociale o violenza. Non possiamo correre il rischio che si scatenino reazioni di rigetto.

Sta mettendo in discussione la parola solidarietà.
No, sto dicendo che se non c’è chiarezza il tema immigrazione si rischia in prospettiva di vederlo finire legato al tema sicurezza. Un tema centrale, che tocca la vita degli italiani e sul quale non sono consentite sottovalutazioni.
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