venerdì 26 luglio 2013
​«Nel Pdl ci sono troppe posizioni in contrasto con l’appartenenza al Ppe. È urgente un dibattito sull’identità del partito: sui temi etici ci deve essere una posizione chiara, non ci si può trincerare
dietro la libertà di coscienza».
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​«Ci accusano di confessionalismo. Ma la nostra è una battaglia di libertà». Roberto Formigoni, senatore del Pdl, spiega: «Se si vuole combattere la violenza o gli insulti omofobi siamo d’accordo. Ma se si vuole introdurre un reato d’opinione che criminalizzi chi per ragioni religiose, etiche o culturali è contrario al matrimonio omosessuale o all’adozione da parte dei gay, allora non ci siamo. E faremo sentire la nostra voce in Parlamento e tra la società civile». Ma nel suo partito, il Pdl, in molti non la pensano come lei...Infatti stiamo ponendo un problema sull’identità del Pdl, che è un partito che ha aderito al Ppe: certe posizioni non ne rispettano le idee e lo statuto e sono anche fuori dalla storia del Pdl.Qual è il nodo da sciogliere all’interno del Pdl?I temi etici non possono essere affrontati solo in chiave di libertà di coscienza dei singoli. L’ho detto due mesi fa ad Alfano: serve una posizione chiara ed esplicita del partito, ispirata ai valori del Ppe e anche alla storia stessa del nostro partito. Dopo di che si potranno valutare le singole posizioni di dissenso. Il nostro è un partito laico, frutto della confluenza di democristiani, socialisti, liberali, ma si è sempre ispirato a una visione cristiana della vita». E sull’omofobia la sua posizione qual è?Io ritengo che le leggi ci siano già per contrastare questo fenomeno. Poi si vuole rafforzare una tutela contro la violenza? Bene, siamo pronti a discuterne. Però noto una certa ipocrisia tra gli ispiratori della legge: perché tentano in realtà di punire chi ha visioni o punti di vista diversi dai loro. Il sale della democrazia è il confronto tra le idee, non lo strozzamento di una di esse.Nella legge, grazie a un lavoro trasversale, sono stati introdotti dei miglioramenti. E altri se ne annunciano. Come vi comporterete?Per me è una legge affrettata, non c’è stato il tempo sufficiente per un confronto approfondito. La soluzione migliore sarebbe un ritorno in commissione e un rinvio a settembre. Se però insistono per l’esame presenteremo e voteremo gli emendamenti migliorativi. Ma ci riserviamo fin da ora il giudizio finale sul provvedimento. Se non ci convince siamo pronti all’ostruzionismo in Parlamento ed eventualmente al referendum popolare. Se necessario raccoglierete le firme?Certo. Dobbiamo coinvolgere in una battaglia culturale la società civile, i movimenti, le associazioni: tutti devono capire qual è la posta in gioco. In Francia hanno arrestato un uomo perché indossava una maglietta in cui si vedevano un padre e una madre che tenevano per mano un bambino. Vogliamo arrivare a questo anche in Italia?
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