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Più "rosa" negli enti locali:
la nuova legge per le elezioni
 
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Più donne candidate per le elezioni comunali, pena la decadenza della lista; doppia preferenza uomo-donna; par condicio "rosa" in tv in occasione delle elezioni amministrative. Sono i punti cardine del disegno di legge sulle quote rosa negli enti locali approvato ieri sera dalla Camera in via definitiva.

La nuova legge, passata con  349 voti favorevoli, 25 contrari e 66 astenuti, prevede una serie di nuove norme per facilitare l'ingresso delle donne nella politica. Tra queste, Il Parlamento ha sancito che nei talk show trasmessi a ridosso delle elezioni amministrative dovrà  esserci in studio  un numero uguale di candidati e candidate. La legge dice infatti che i mezzi di informazione "nell'ambito delle trasmissioni per la comunicazione politica, sono tenuti al rispetto dei principi dell'articolo 51 della Costituzione" sulle quote rosa "per la promozione delle pari opportunità".

Ma le novità non riguardano solo il momento della campagna elettorale sui media. Nelle liste dei candidati alle comunali nessuno dei due sessi potrà essere rappresentato in misura superiore a due terzi. In altre parole vuol, dire che dovrà esserci almeno un terzo di candidature femminili. Come deterrente anti-furbi, la legge prevede una tagliola: se la commissione elettorale verifica che il principio delle quote rosa non viene rispettato, procede d'ufficio a cancellare dalla lista i nomi dei candidati appartenenti al genere più rappresentato (gli uomini, si presume). E se la lista, alla fine dello "sbianchettamento", contiene ancora meno donne di quanto dovrebbe, la lista viene totalmente invalidata (a meno che non si tratti di una lista presentata in un Comune con meno di 15mila abitanti, decisione presa per evitare che la cittadina resti senza sindaco).

Altro strumento per accrescere il numero delle donne nella politica locale, è la  possibilità di esprimere due preferenze (anzichè una, secondo la normativa vigente) per i candidati a consigliere comunale: una preferenza per un uomo, una per una donna.  Se l'elettore sceglie due candidati dello stesso sesso,
la seconda preferenza viene annullata. 

Novità in arrivo anche per i consigli regionali: le leggi elettorali regionali sarnno tenute a osservare la promozione della parità di accesso tra uomini e donne alle cariche elettive .

Il provvedimento interviene anche per rendere più rosa le commissioni per i concorsi pubblici: la lista dei componenti di ogni commissione va inviata  al consigliere regionale  di parità, nazionale o regionale, che dovrà certificare il rispetto della parità di genere tra i componenti della commissione.

Unanime la soddisfazione delle forze politiche per l'approvazione della legge. La relatrice Sesa Amici (PD) dice che le nuove regole sono un "arricchimento per la democrazia", la pidiellina Lella Golfo (autrice della legge sulle quote rosa nei cda delle società pubbliche) parla di legge "opportuna e necessaria", l'ex ministro Giorgia Meloni sostiene che si tratta di "una svolta storica". Soddisfatto anche il neo presidente dell'Unione delle province italiane Antonio Saitta: "Darà una scossa ai partiti".
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