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Unioni civili, Bagnasco: libertà di coscienza
 
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​Paolo Romano (seduto) e Zanda in Senato (Lapresse) 

Bagnasco: libertà di coscienza sia salvaguardata
"Ci auguriamo tutti che il dibattito in Parlamento e nelle varie sedi istituzionali sia ampiamente democratico, che tutti possano esprimersi ed essere considerate le loro obiezioni e che la libertà di coscienza di ciascuno su temi così delicati e fondamentali per la vita della società e delle persone sia, non soltanto rispettata, ma anche promossa con una votazione a scrutinio segreto". Così il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, commentando i recenti passaggi parlamentari del ddl Cirinnà a margine della Messa per la giornata del Malato.

Pronta la replica del governo, per bocca del sottosegretario ai rapporti con il Parlamento Luciano Pizzetti: "Le esortazioni sono giuste e
condivisibili, ma come regolare il dibattito del Senato lo decide il presidente del Senato. Non il presidente della Cei". Posizione ribadita dalla vicepresidente del Senato Valeria Fedeli, del Pd, che si è detta "stupita" dalle dichiarazioni di Bagnasco: "Il dibattito e la modalità del dibattito in Senato sono decisi dal presidente del Senato e dal regolamento".

La giornata politica
Si scalda il dibattito al Senato sulle unioni civili. Dopo giorni di fair play oggi sono volate parole pesanti a palazzo Madama tra sostenitori e oppositori del Ddl Cirinnà.

A prima mattina c'è stata la polemica sulla illustrazione degli emendamenti, se solo sull'articolo 1 o su tutti gli articoli del ddl, che ha fatto infuriare le opposizioni che hanno denunciato "una forzatura regolamentare".
"Sono comportamenti ostruzionistici - ha tuonato Zanda replicando a tutti gli interventi delle opposizioni sul tema -, noi vogliamo la legge sulle unioni civili e se pensate di tenerci qui in aula mesi a discuterne avete sbagliato. Non è il clima che ci eravamo impegnati a rispettare e che volevamo creare".
 
La presidente di turno del Senato Valeria Fedeli ha cercato di metterci una "pezza" chiarendo che il dibattito sarebbe iniziato dalla illustrazione degli emendamenti all'articolo 1. Ma poco dopo una nuova bagarre è scoppiata quando il vicepresidente del Senato e senatori di Fi, Maurizio Gasparri, ha accusato il senatore Pd Sergio Lo Giudice di aver "comprato un bambino": "Questo provvedimento io lo chiamo disegno di legge Lo Giudice (non Cirinnà), visto che stiamo facendo tutto questo, in particolare con l'articolo 5, perché serve a Lo Giudice", ha attaccato Gasparri, suscitando le repliche di tanti esponenti dem a difesa di Lo Giudice.
Intanto sul fronte delle trattative sembra essersi arenata quella tra Pd e Lega per ridurre il numero degli emendamenti. Anzi i dem si starebbero orientando a far votare l'emendamento-canguro Marcucci, magari a scrutinio segreto, dopo aver valutato tutte le possibili ricadute sia dal punto di vista procedurale che da quello politico. La proposta infatti non ostacolerebbe eventuali modifiche migliorative al testo, almeno quelle giudicate indispensabili, come le correzioni sulla costituzionalità della legge e quelle per rendere l'adozione più controllata grazie all'intervento del Tribunale minorile.

L'appuntamento è per martedì pomeriggio, quando all'ordine del giorno c'è proprio la votazione sul primo emendamento premissivo alla legge, ossia quello del renziano Marcucci.
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