martedì 29 ottobre 2013
​Il Pdl torna in pressing. Brunetta: meglio l’Imu. Secondo la Confedilizia e l’Ance sentite ieri in Parlamento nel ciclo di audizioni, il passaggio dalla vecchia alla nuova tassazione nel 2014 comporta un aumento dell’imposizione. Il rincaro rispetto a quanto pagato quest’anno per l’abitazione può arrivare al 72%.
Caos manovra, il governo: decida il Parlamento
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​Torna lo scontro sulle tasse sulla casa. Secondo le associazioni di impresa sentite ieri in Parlamento nel ciclo di audizioni sulla legge di stabilità, il passaggio dalla vecchia alla nuova tassazione nel 2014 comporta un aumento dell’imposizione. La legga va cambiata, affermano la Confedilizia e l’Ance, secondo la quale il rincaro rispetto a quanto pagato quest’anno per l’abitazione può arrivare al 72%.Ma il nodo casa scalda anche il fronte politico. Il Pdl avverte che così la legge non va. «Ridateci l’Imu di Monti», ironizza il capogruppo alla Camera Renato Brunetta. La questione casa per noi è «pregiudiziale», avverte il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri. Dal governo però il sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta (Pd) ricorda che il ddl «mette sul tavolo un miliardo per far sì che i Comuni non aumentino l’aggravio per i cittadini», elemento che «va preso in considerazione». Anche dal Pd arrivano però richieste di cambiamento. Per il senatore Federico Fornaro propone di introdurre per la la Tasi «un sistema di detrazioni e franchigia sul modello di quelle già esistenti sia per l’Imu e sia per l’Ici. L’obiettivo deve essere quello di continuare a non far pagare chi non era soggetto all’imposta sull’abitazione principale, ovvero il 25% circa delle famiglie».

Secondo l’Ance la riforma della tassazione sulla casa rischia di «disincentivare gli investimenti immobiliari». «Preoccupano fortemente – ha detto il presidente Paolo Buzzetti – le conseguenze del nuovo impianto impositivo, in particolare del tributo sui servizi comunali». Un’imposta che, «con la Tasi, si sommerà, su una seconda casa, all’Imu ed alla tassa sui rifiuti». Inoltre, se la seconda casa non è locata e si trova nello stesso Comune nel quale è situata l’abitazione principale, «i tributi dovuti saranno ben quattro, considerata la reintroduzione dell’Irpef sulle case sfitte», ha sottolineato. L’Ance ha presentato tre simulazioni dalle quali emerge un aumento delle tasse, passando dal complesso Imu e Tares, a quello di Tari, Tasi, Imu e Irpef. Nel caso di un’abitazione principale, l’aumento nel 2014 sarà del 72% rispetto all’anno in corso (ma il calcolo è effettuato escludendo entrambe le rate Imu, anche se la seconda non è ancora abolita). Per una seconda casa sfitta è calcolato un rincaro del 19,2%, mentre per una data in affitto si scende a un +3,1% di imposte. Stessa musica da Confedilizia, secondo la quale «non viene rispettato l’impegno del governo ad un alleggerimento del carico tributario sugli immobili o, almeno, ad un mancato aumento posto che, qualora il testo del disegno di legge non venisse modificato, esso determinerà aumenti di tassazione sugli immobili che potranno portare fino a 10 miliardi di euro di gettito in più rispetto al 2013».L’Ance sostiene poi che la legge di stabilità riduce le risorse per gli investimenti in infrastrutture: dopo l’aumento del 24% dello scorso anno, nel 2014 ci sarebbe una contrazione del 14,8%. In cifre assolute la legge prevede «nel triennio risorse utilizzabili di 6,4 miliardi di euro». Dati contestati dal ministro Maurizio Lupi, che ricorda anche la dotazione da un miliardo per i bonus ristrutturazioni, e altrettanto per allentare il patto di stabilità dei comuni per le opere locali, oltre ai tre miliardi contenuti nel decreto Fare: «Si possono fare tutte le critiche ma sul tema delle risorse per le infrastrutture c’è un cambio di passo assolutamente innovativo», assicura Lupi.

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