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Omicidio stradale, ora è legge
 
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L'Aula del Senato ha detto "sì" al voto di fiducia chiesto dal governo sul ddl per l'omicidio stradale. I voti a favore sono stati 149, 3 i contrari e 15 gli astenuti. Il testo ora è legge dello Stato.

Leggi cosa prevede la legge

La giornata

​​Il governo ha posto al Senato la fiducia sul disegno di legge sull'omicidio stradale. Ad annunciarlo il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi. "Credo che il governo non solo non si debba vergognare - ha sostenuto di fronte alle proteste in particolare di Carlo Giovanardi - ma debba essere orgoglioso di mettere la prosecuzione della propria attività e carriera e politica a tutela delle vittime della strada, per riconoscere diritti a loro e alle loro famiglie. Quindi sicuramente il governo non si vergogna per mettere la fiducia su un provvedimento così sentito dai cittadini".

Il testo è stato oggetto di un "ampio approfondimento", ha sottolineato Boschi, ricordando i quattro passaggi in Parlamento. "Oggi arriviamo alla fine di un percorso che per la prima volta riconosce delle misure molto più stringenti che tuteleranno i soggetti più deboli e che cercheranno di evitare che si possano ripetere episodi come quelli che anche la cronaca purtroppo recentemente ci ha ricordato, di soggetti che restano impuniti a fronte di vittime che purtroppo invece non avranno più possibilità di avere un futuro". "Tutto si può dire di questa legge, tranne che restino impuniti coloro che fuggiranno, perché per la prima volta è prevista una pena molto severa per coloro che fuggono in caso di omicidio stradale".

L'opposizione di Carlo Giovanardi
A fare una dura opposizione è stato il senatore Carlo Giovanardi, che così l'ha motivata: "Contrariamente a quanto crede l' opinione pubblica, la nuova normativa in qualche modo favorisce drogati, ubriachi, pirati della strada che dovevano essere più severamente puniti rispetto ad episodi che hanno indignato e sconvolto i cittadini, che vengono invece in qualche modo parificati a qualsiasi automobilista che si ritrovi senza dolo e colpa grave a provocare un incidente stradale, con pene superiori in certi casi a quelle che colpiscono stupratori o rapinatori".

"Quando fra pochi giorni - ha continuato Giovanardi - la legge entrerà in vigore la madre di famiglia che accompagna i bambini a scuola, il neo patentato, il lavoratore che fa uso dell'automobile, se avrà la sfortuna di provocare un incidente mortale rischia dai 5 ai 10 anni di carcere e in caso di due decessi sino a 18 anni, e anche se si fermerà per prestare aiuto collaborando con le autorità sarà comunque arrestato".

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