martedì 26 gennaio 2016
Presto l'indicazione sugli emendamenti per i quali c'è libertà di voto. Alfano: messo in conto il referendum. Il Forum famiglie: ddl da riscrivere. DOSSIER
La sostanza che conta (F.Ognibene) I Bagnasco: prima il bene dei figli
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Il gruppo Pd a Palazzo Madama ha approvato all'unanimità - nessun voto contrario e nessun astenuto - l'impianto del ddl unioni civili, che sarà discusso in Aula al Senato giovedì prossimo. Il Pd ha rinviato a martedì prossimo la decisione sugli emendamenti "spinosi" del ddl Cirinnà, adozioni del figlio del coniuge dello stesso sesso in primis. Il 2 febbraio, infatti, ci sarà al Senato una nuova assemblea del Pd nella quale sarà comunicato "su quali emendamenti ci sarà libertà di voto". Lo ha annunciato al termine della riunione dei senatori dem a Palazzo Madama, il capogruppo Luigi Zanda. Il rinvio, ha spiegato ancora Zanda, è stato deciso perchè "ancora non conosciamo tutti gli emendamenti". CHE CONSEGUENZA HA IL VOTO UNANIME DI OGGI?Il voto unanime di oggi significa che i 112 senatori Pd voteranno a favore del ddl Cirinnà, con o senza stepchild adoption. Dopo le manifestazioni arcobaleno di sabato scorso e alla vigilia del Family Day di sabato 30 gennaio, il Pd dà quindi un segnale forte a favore della legge."SUL VOTO FINALE NON CI SARA' LIBERTA' DI COSCIENZA"Zanda, soddisfatto, ha aggiunto che il Pd non è interessato al voto segreto e che sono in corso contatti con le altre forze politiche per sfoltire in maniera cospicua il numero degli emendamenti. Obiettivo finale: approvare il testo entro la metà di febbraio. Per Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato, dal partito arriva un segnale di unità: “La legge la voteremo tutti e sul voto finale non ci sarà libertà di coscienza”. CI SARA' L'ADOZIONE DEL FIGLIO DEL PARTNER?Questo è il punto controverso. Da un lato, i senatori cattolici escludono che vi siano emendamenti di mediazione e che sono ancora in vita i loro emendamenti, che riguardano sia l'articolo 5 sull'adozione sia parte dell'articolo 3. Ci sono poi 60 emendamenti presentati dal Pd, un numero che secondo Zanda può essere ridotto.Le proposte più accreditate sono quelle che fanno capo al capogruppo in commissione Giustizia Giuseppe Lumia: si tratta di emendamenti che intervengono a evitare alcuni rimandi espliciti alla disciplina del matrimonio e sull’articolo 5 e la stepchild adoption superano l’automatismo dell’adozione per il figlio del partner affidando al giudice minorile la valutazione. Altri emendamenti (Pagliari, Marcucci e Chiti) prevedono invece un bienno di preadozione oppure una sorta di autocertificazione che il figlio non è nato da pratiche vietate come l'utero in affitto. L’obiettivo del Pd, comunque, è anche intercettare le anime più possibiliste del centrodestra, mostrando buona volontà. Ma la trattativa non sarà facile. Altri emendamenti propongono lo stralcio dell’articolo 5 per trattare a parte le adozioni, nell’ambito di una riforma dell’istituto, come suggeriva, nell’intervista ad  Avvenire, anche il presidente emerito della Consulta Cesare Mirabelli.Lo stralcio, d’altronde, sia pur al di fuori delle dichiarazioni ufficiali, viene attentamente valutato anche dai vertici del Pd, nell’ipotesi che, fallite le mediazioni, si rischi il tracollo in aula. Monica Cirinnà, autrice del testo, è ottimista. "Dopo il voto di oggi l'accordo nel Pd è più vicino, Restano opinioni diverse sulle adozioni ma abbiamo una settimana di tempo per trovare un'intesa". E sul Family Day: "Sarà una bellissima piazza, così come lo sono state le 90 piazze arcobaleno d'Italia".I TEMPIGiovedì il ddl approda nell'Aula del Senato ma solo per il voto sulle pregiudiziali e l'inizio della discussione generale, le votazioni sugliemendamenti entreranno nel vivo solo da metà della prossimasettimana, quindi dopo il Family day e questo potrebbe aiutare ariavvicinare le posizioni di laici e cattolici.ALFANO: MESSO IN CONTO IL REFERENDUM"Un referendum abrogativo nel caso passasse la legge Cirinnà? L'ho messo in conto". Lo ha affermato il ministro dell'Interno Angelino Alfano. "Penso che a fronte di una così difficile decisione parlamentare, se davvero la legge fosse precepita come un punto di eccesso, in una direzione o nell'altra, potrebbe essere una scelta razionale affidarsi al popolo. Ma è un fatto di domani: per l'oggi c'è una partita parlamentareche può condurre a una direzione di buon senso, che non prevede l'equiparazione al matrimonio e l'apertura alle adozioni".IL FORUM DELLE FAMIGLIE: DDL DA RISCRIVERE"Il ddl Cirinnà va riscritto perché non tiene conto dell'elemento più fragile, il bambino": è questo il pensiero delle associazioni che fanno parte del Forum delle Famiglie, che hanno spiegato oggi in una conferenza stampa al Senato il loro punto di vista, in particolare, sull'art. 5 della legge, che riguarda la possibilità di un genitori di adottare il figlio naturale del partner all'interno di una coppia di personedello stesso sesso. "In questi giorni sarebbe opportuno, prima di votare - ha detto il presidente del Forum, Gigi De Palo - ascoltare chi hadedicato tutta la vita al tema dell'infanzia". E così Marco Mazzi, presidente di Famiglie per l'accoglienza, ha sostenuto che "nessun esperto può affermare che sia uguale per un bmbo avere o non avere la mamma e il papà", mentre Giovanni Paolo Ramonda, presidente dell'Associazione Papa Giovanni XXIII fondata da don Benzi, ha precisato che "sulla base dell'esperienza maturata dalle nostre comunità in 35 Paesi abbiamo toccato con mano che il luogo naturale di crescita per un figlio è la famiglia con un padre e una madre. Senza queste due figure, secondo numerosi studi scientifici, non c'è unosviluppo armonico dei figli". Per Marco Giordano, presidente di Progetto Famiglia, il ddl Cirinnà "persegue logiche adultocentriche e di lobby". "Siamo contrari a questa proposta e a soluzioni di ripiego come l'affido rafforzato", ha aggiunto. Marco Griffini, presidente di Aibi, invece, si è chiesto "come mai ci sia tanto interesse verso un problema che riguarda appena, secondo le nostre stime, 529 bambini all'interno di famiglie omogenitoriali, mentre oggi in Italia esistono ben 34 mila minori abbandonati di cui 19 mila vivono negli istituti".

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