venerdì 20 maggio 2016
Lepri presenta ddl di 50 dem per un aiuto unico: 150 euro al mese fino ai 18 anni. La proposta, in campo da due anni (e firmata anche da Cirinnà), diventa testo-base in commissione Finanze.
Fisco e figli, il Pd vira sul maxi-bonus
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Il Pd si impegna per la famiglia. Una proposta di messa a regime delle misure stanziate o in fieri - come l’aumento del bonus bebè proposto dal ministro della Salute Lorenzin - per assorbirle in un maxi-bonus di 150 euro mensili per ogni figlio, fino al raggiungimento della maggiore età. La proposta non è nuova, e reca la firma di 50 senatori, ma nei due anni dalla formalizzazione non ha avuto molto fortuna, con le unioni civili che ha completamente assorbito l’impegno dei senatori. In primo luogo quello di una delle firmatarie, Monica Cirinnà. Sì, perché in calce a questa proposta che vede per prima la firma del vicecapogruppo catto-dem Stefano Lepri, c’è un po’ a sorpresa - anche quella della 'madrina' delle unioni civili. Aderiscono convintamente, assicura Lepri, tutte le 'anime' interne al partito, con la convergenza di entrambi i gruppi parlamentari, come testimonia l’intervento in conferenza stampa anche della capogruppo in com- missione Affari sociali alla Camera, Donata Lenzi, che segue il provvedimento sulla povertà collegato alla manovra e propone, ora, di trasferire anch’esso nell’ambito di questo maxi piano di ri-modulazione dei sostegni alle famiglie che il Pd è intenzionato a introdurre. L’idea, mantenendo intatte le risorse per il coniuge a carico, è quella di dar vita a un’unica misura per ogni figlio a carico, prevedendo una progressiva riduzione del massimale di 150 euro, dai 50 ai 70mila di reddito Isee, con un innalzamento della soglia Isee di 5mila euro per ogni ulteriore figlio. «Abbiamo anche esaminato attentamente la proposta avanzata dal Forum delle famiglie - spiega Lepri - che introduce un innalzamento della no-tax-area in base al numero di figli, e la riteniamo compatibile con la nostra, che consente un sostegno diretto alle famiglie senza redditi con figli, un vero e proprio reddito di cittadinanza ». Infatti se per i percettori di reddito la misura si sostanzierebbe in detrazioni in busta paga, per le famiglie povere o senza reddito si sostanzierebbe in un assegno in base al numero dei figli. Si fanno i conti nella sala del gruppo di Palazzo Madama: 150 euro, pari a 1.800 euro annui, per un numero approssimativo di 10 milioni di under 18, fanno 18 miliardi. Per i giovani maggiorenni fino a 25 anni, se a carico, il bonus mensile si riduce a 100 euro, per 4 milioni e mezzo di potenziali beneficiari, che fa ulteriori 5,4 miliardi. In tutto 23,4 miliardi. «Mancano secondo i nostri calcoli 4 miliardi, noi prevediamo una copertura di 2 miliardi per il primo anno e di 4 per gli anni successivi », spiega Lepri. La proposta, appena rivisitata in commissione Finanze di Palazzo Madama, «è stata assunta fra le tante, dopo lungo e approfondito dibattito, come base di discussione in quanto misura di carattere universale in grado di assorbire meglio anche le altre », spiega il senatore dem Claudio Moscardelli, che sarà il relatore. «Giovedì prossimo 26 maggio inizieranno le audizioni, poi si passerà all’esame del testo. Vogliamo procedere speditamente», assicura. Già pronto il calendario della audizioni che prevede fra gli altri il Forum delle famiglie, quello del Terzo settore, l’Anci, l’Istat e l’Inps, per valutare bene l’impatto del provvedimento. «Una misura selettiva, ma ampia», approva anche la bersaniana Cecilia Guerra, ex sottosegretario al Welfare. Renzi, rispondendo mercoledì su Facebook, ha parlato di interventi sulle aliquote e di aiuti al ceto medio: «Le famiglie con figli sono il cuore del ceto medio che rischia di cadere in povertà, e va aiutato», spiega Lepri. «È il momento di fare una scelta di valori», concorda Moscardini. «Inoltre - conclude Lepri - vista la maggiore propensione al consumo dei ceti in difficoltà, una misura del genere, che consideriamo in linea con quanto annunciato dal presidente del Consiglio, si tramuterebbe in una poderosa spinta verso la crescita. Ci sarà da confrontarci, certo, ma ci sono tutte le premesse per riuscire a farla passare».
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