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Virus Zika, per l'Oms «diffusione esplosiva»
 
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​Per saperne di più La diffusione di Zika

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Il virus Zika nelle Americhe "si sta diffondendo in maniera esplosiva". Lo ha affermato a Ginevra il direttore generale dell' Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Margaret Chan, durante un incontro informativo sull'emergenza legata al virus con gli Stati membri.

L'Oms ha dedicato all'epidemia una riunione speciale del Consiglio esecutivo, in corso questa settimana a Ginevra. "Il livello di allerta è estremamente elevato", ha aggiunto Chan. Per il virus, trasmesso dalla zanzara Aedes Aegypti, la stessa che causa il dengue e la febbre gialla, non esistono cura nè vaccino.

Il capo del dipartimento di malattie infettive Marcos Espinal prevede che tra i 3 e i 4 milioni di casi di contagio nel continente americano, dei quali 1,5 milioni solo in Brasile, il Paese più colpito.

Il responsabile Oms ha poi sottolineato che quella da virus Zika "è un' infezione lieve, tranne che per le donne in gravidanza", per la comparsa in Brasile di migliaia di casi di microcefalia fetale in bimbi nati da madri infette. In Brasile "qualcosa sta accadendo - ha detto in riferimento al picco di casi di microcefalia registrato - e l'unica spiegazione è legata al virus Zika".

Il virus, ha aggiunto, "è stato diagnosticato nel cervello di neonato morti per microcefalia ed anche nel liquido amniotico; dunque, ci sono forti evidenze di un'associazione" tra Zika e l'insorgenza di microcefalia fetale.

Il fatto, ha sottolineato l'esperto, "è che il virus viaggia per il mondo e non rimarrà confinato alle Americhe. Tuttavia non si tratta del virus Ebola e, contrariamente a quest'ultimo, Zika ha bisogno di un mezzo di trasmissione. Controllare i vettori di trasmissione di Zika, ovvero le zanzare, è fondamentale. Abbiamo bisogno - ha concluso - di un controllo massiccio dei vettori".  

I sintomi dell'infezione
Lo Zika è un arbovirus appartenente alla famiglia Flaviviridae, genere Flavivirus, come febbre gialla, Dengue e West Nile virus. L'infezione decorre in maniera asintomatica nella maggior parte dei casi. I sintomi sono rappresentati da: febbricola, congiuntivite, artrite, artralgia transitoria e rash maculopapulare, che compaiono tra i 3 e i 12 giorni dopo la puntura della zanzara vettore e possono durare da 2 a 7 giorni. Le manifestazioni cliniche sono spesso simili a quelle riportate per altre arbovirosi (ad esempio Dengue e Chikungunya). Le complicanze (ad esempio neurologiche, autoimmuni) sono rare, ma sono state descritte durante focolai di epidemia in Polinesia.

Il Centro nazionale sangue ha deciso la sospensione temporanea per 28 giorni per i donatori di sangue e di emocomponenti che abbiano soggiornato nelle aree dove si sono registrati casi autoctoni d'infezione da virus Zika. La misura è stata messa in atto su raccomandazione dell'  European Centre for Diseases Control (Ecdc).

I paesi colpiti dall'epidemia
Ecco le zone geografiche interessate, in tutto 25: Brasile, Colombia, Suriname, Paraguay, Venezuela, Guyana francese, Equador, Guyana, Bolivia, Guatemala, El Salvador, Messico, Panama, Honduras, Martinica, Saint Martin, Haiti, Barbados, Guadalupa, Porto Rico, Repubblica Domenicana, Capo Verde, Thailandia, Indonesia (isola di Sulawesi), Isole del Pacifico.

La situazione in Italia
"In Italia - rileva il Cns - la diffusione di questi virus è monitorata da programmi specifici. Vista l'ampia diffusione dei due potenziali vettori (Aedes Aegypti, Aedes Albopictus) e la raccomandazione dell'Ecdc di rafforzare le misure di sorveglianza sui possibili casi importati, si raccomanda di mantenere in essere la sorveglianza anamnestica del donatore di sangue per i viaggi nelle aree interessate".

L'Oms di fronte all'emergenza
L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) convocherà la prossima settimana un comitato di emergenza per determinare se il virus Zika costituisca un'emergenza sanitaria di portata internazionale. Lo ha annunciato sempre la direttrice generale, Margaret Chan. Il virus interessa 22 Paesi dell'America Latina, il più colpito dei quali è il Brasile.

L'incontro si svolgerà lunedì primo febbraio. I primi casi in Sud America sono stati rilevati a maggio del 2015 in Brasile ma solo a ottobre il Paese ha scoperto un aumento dei casi di microcefalia in bambini nati soprattutto nel nordovest. In Brasile finora sono stati rilevati oltre un milione e mezzo di casi di Zika e oltre 4.180 casi di microcefalia. "Voglio essere chiara: la relazione fra il virus Zika e le malformazioni non è stata ancora stabilita" ma questa relazione "è altamente sospettata", ha dichiarato Chan.

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