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Usa, l'Indiana vieta l'aborto per disabilità feti
Elena Molinari
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Con una firma del governatore dell’Indiana, Mike Pence, è stata promulgata la legge che aggiunge ampi limiti all’aborto nello Stato del Midwest. La misura vieta le interruzioni di gravidanza motivate dalla razza, dal sesso o dalle disabilità del nascituro. La legge era stata approvata da entrambe le Camere dell’Assemblea statale, a maggioranza repubblicana, ed è stata applaudita dalle associazioni di difesa della vita.

Il testo, simile ad altri approvati da legislature statali negli ultimi anni, considera i medici responsabili se una donna abortisce a causa della razza, sesso o disabilità del feto, come la sindrome di Down. Inoltre limita la donazione di tessuto fetale e impone ai medici che effettuano aborti di esercitare la professione in un ospedale qualificato.

Intanto gli esponenti repubblicani della commissione parlamentare incaricata di indagare su Planned Parenthood, la rete di cliniche abortive, hanno avanzato una richiesta di comparizione per i ricercatori sui tessuti fetali. Istanza che i democratici non hanno intenzione di accettare. Questi ultimi sostengono che rivelare i nomi dei ricercatori li esporrebbe a gravi rischi. Lo scontro si inserisce nella controversia esplosa la scorsa estate, quando la diffusione di alcuni video avanzò l’ipotesi che Planned Parenthood commerciasse illegalmente in materiali fetali.
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