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Bombe su ospedali e scuole in Siria, chi è stato?
 
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​L'ospedale di Msf distrutto

​Le forze armate turche hanno cominciato a bombardare le postazioni in Siria dei curdi delle Unità per la protezione del popolo (Ypg) per il quarto giorno consecutivo. Lo riporta l'agenzia turca Dogan, spiegando che le operazioni di oggi sono scattate dopo che, dal territorio siriano, Ypg ha colpito alcune aree della provincia turca frontaliera di Kilis. In risposta, l'artiglieria turca ha sparato contro il territorio siriano dalla città di Akcabaglar, nella provincia di Kilis, intorno alle 10 di mattina ora locale (le 9 in Italia). I colpi si sono sentiti dal centro del capoluogo provinciale Kilis e i militari turchi hanno rafforzato le misure di sicurezza lungo la frontiera. Un'altra cittadina colpita è Deir Jamal, dove sarebbero rimasti uccisi due bambini e una donna. 

Ankara ha cominciato a sparare contro Ypg quattro giorni fa, per cercare di fermare l'avanzata dei curdi su Azaz, cittadina a circa otto chilometri dal confine. La Turchia teme che i curdi vogliano conquistare le ultime fasce di territorio frontaliero che non sono ancora sotto il loro controllo.

E proprio ad Azaz ieri è stato colpito il reparto di pediatria e di ostretricia dell'ospedale. La giornata di lunedì è stata particolarmente tragica: nel nord della Siria sono stati colpiti 5 ospedali e due scuole, con decine di vittime tra la popolazione civile, compresi diversi bambini.

BOMBE SU OSPEDALI E SCUOLE: 50 MORTI, TREGUA LONTANA
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I bombardamenti che hanno distrutto l'ospedale Msf di Idlib (Lapresse)

La Russia, dopo le prime smentite di ieri, oggi ha respinto "categoricamente" le accuse di crimini di guerra, lanciate da Francia e Turchia, per i bombardamenti di ospedali. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha affermato che "coloro che fanno tali affermazioni non sono in grado di sostenerle con delle prove".

La Russia, dal canto suo, punta il dito su aerei partiti dalla base Nato di Incirlik, in Turchia, dove sono stanziati velivoli turchi e della coalizione internazionale.
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