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Costa d'Avorio, terroristi fanno strage in resort
 
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Gli attacchi terroristici a tre alberghi di Grand-Bassam in Costa d'Avorio hanno causato la morte di 14 civili e due soldati. Lo ha detto il presidente ivoriano Alassane Ouattara, che si è recato sui luoghi della strage. Sei terroristi sono stati uccisi, aveva detto in precedenza un ministro. Tra le vittime ci sono 4 europei, uno è francese.

Secondo Site, gruppo di monitoraggio dei siti islamisti, al Qaeda per il Maghreb islamico ha rivendicato l'attacco ai resort dei turisti occidentali a Grand-Bassam. Lo riferiscono i media francesi. 

La località presa di mira è a 40 chilometri da Abidjan. Secondo media locali gli hotel colpiti sono due, il Koral Beach e Etoile du sud. Il consolato generale di Francia a Abidjan ha chiesto ai residenti francesi di non viaggiare tra Assine, Bassam e Abidjan "per non ostacolare le forze dell'ordine". "La Francia assicura sostegno logistico e informazioni alla Costa d'Avorio per trovare gli aggressori - ha detto il presidente francese François Hollande - e continuerà e intensificherà la cooperazione con i suoi partner nella lotta al terrorismo".

Secondo la tv francese Tf1, i due terroristi che hanno colpito avventori di bar e spiagge con kalashnikov si sarebbero dati alla fuga. La zona è stata isolata da militari francesi ed ivoriani, riferisce l'emittente.

Gli assalitori gridavano "Allah Akbar" (Dio è grande). Lo hanno riferito testimoni citati da varie fonti di stampa, secondo i quali si è trattato di uomini che agivano con il volto coperto. La Farnesina sta verificando l'eventuale coinvolgimento di italiani.

«CI SIAMO RIFUGIATI IN CATTEDRALE». “Il Sacro Cuore di Gesù ci ha protetto, noi e le centinaia di persone che si sono rifugiate presso la nostra parrocchia” testimonia all'agenzia Fides padre Armand Zanou, parroco della Cattedrale del Sacro Cuore di Gran Bassam. “La Cattedrale, la chiesa più antica della Costa d’Avorio, si trova vicino alle spiagge attaccate” aggiunge.

E racconta: “Avevamo iniziato una processione al di fuori della nostra chiesa intorno a mezzogiorno. Verso le 13 abbiamo sentito i primi colpi di armi da fuoco e subito dopo abbiamo visto diverse persone scappare dalla parte della spiaggia e venire verso di noi. Abbiamo chiesto loro cosa stesse accedendo e ci hanno risposto che uomini armati stavano sparando sulla gente. Mentre il rumore della sparatoria si intensificava, aumentava il numero di chi cercava rifugio presso la Cattedrale. In seguito, dopo circa un’ora, sono arrivati i militari delle forze speciali che hanno portato con loro una cinquantina di ostaggi che erano stati liberati dai resort attaccati. Ci hanno protetto fino a quando la zona è stata dichiarata sicura, intorno alle 19.30”.

“I tiri dei terroristi seguiti dallo scontro con l’esercito sono durati circa 45 minuti, forse un’ora. Lo scambio di colpi d’arma da fuoco è stato violentissimo. Tutte le persone rifugiatesi nel presbiterio della chiesa si sono gettate a terra, perché lo scontro era molto vicino a noi. Avevamo tre gruppi di persone rifugiatesi nel presbiterio: i parrocchiani che erano lì per le nostre attività e che sono rimasti bloccati dagli avvenimenti; la prima ondata di villeggianti che sono scappati dai terroristi e la seconda, costituita dagli ostaggi liberati dalle forze speciali che sono stati portati in chiesa. In totale circa un centinaio di persone tra ivoriani, francesi, belgi, libanesi e di altre nazionalità. Come si dice da noi c’erano molti ‘bianchi’. C’erano pure diversi bambini”.
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