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Rohani in Italia: ecco cosa vuole Teheran
Anna Maria Brogi
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È cominciata alle 12 la visita di due giorni del presidente iraniano Hassan Rohani in Italia. In calendario incontri con il capo dello Stato Sergio Mattarella e con il premier Matteo Renzi. Domani, martedì, Rohani sarà ricevuto dal Papa in Vaticano. È la prima volta che il presidente della Repubblica islamica arriva in un Paese dell'Unione Europea. Mercoledì Rohani proseguirà con la seconda e ultima tappa di questo viaggio, la Francia.

La visita giunge all'indomani della fine delle sanzioni economiche internazionali, in seguito allo storico accordo sul nucleare iraniano. Era stata già programmata a novembre, ma era poi stata rinviata all'ultimo minuto in seguito agli attentati di Parigi.

IL PROGRAMMA. Il primo incontro è iniziato a mezzogiorno: il leader della Repubblica islamica è stato ricevuto al Quirinale dal presidente Sergio Mattarella. Al colloquio fa seguito una colazione ufficiale. In serata, alle 19, ha visto il presidente del Consiglio Matteo Renzi al Campidoglio. I due, dopo un colloquio, hanno firmato una serie di intese. La prima è una dichiarazione congiunta sulla road map per la cooperazione bilaterale. Segue un memorandum di intesa per la cooperazione tra il ministero dello Sviluppo economico italiano e quello del commercio e delle miniere iraniano. Di seguito sono stati firmati un memorandum tra i ministeri della Salute dei due Paesi su farmaci e apparecchiature mediche; un altro su salute e formazione sanitaria; uno sulle infrastrutture; uno su cooperazione ferroviaria e alta velocità; uno su agricoltura. Poi un accordo su sicurezza e attività antincendio dei porti tra l'Iran e il Friuli Venezia Giulia, nonché una intesa per il gemellaggio tra Trieste e un porto iraniano.

Intervistato dalla Cnn, il ministro degli Esteri Gentiloni ha detto che con l'Iran si è apre "una nuova era" di relazioni economiche e la visita del presidente iraniano Hassan Rohani in Italia, "la prima in un Paese occidentale a pochi giorni dall'implementation day", è una "grande opportunità per le relazioni economiche" tra Teheran e i Paesi Ue.

LA CONFERENZA STAMPA CON RENZI

La pace e la sicurezza nella regione mediorientale "non si raggiungono con le soluzioni militari ma con le strade della politica, per questo Italia e Iran devono lavorare insieme e noi siamo pronti ad adoperarci", ha dichiarato il presidente iraniano Hassan Rohani nella conferenza stampa coniunta con il premier Matteo Renzi a Roma. "Perché non applicare lo stesso esempio del miracolo fatto per l'accordo sul nucleare per la pace in Medio Oriente, in Asia e in Africa?", ha chiesto Rohani. "Questo viaggio potrebbe rafforzare sia i rapporti bilaterali tra Italia e Iran ma anche  il processo di pace nella nostra regione e quindi nel mondo".

LA VISITA AL PAPA
Martedì, alle 8 alla Farnesina, è previsto un colloquio tra il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e il suo omologo di Teheran, Mohammad Javad Zarif. Alle 9 Rohani sarà al Business Forum Iran-Italia, organizzato da Confindustria e Ice, in collaborazione con la rappresentanza diplomatica di Teheran a Roma. Prima di andare in Vaticano, dove alle 11 sarà ricevuto da Papa Francesco, il capo dello Stato iraniano ha in agenda un incontro con il presidente del Senato Piero Grasso e nel pomeriggio con la terza carica dello Stato, Laura Boldrini. Mercoledì mattina, subito prima della partenza per la Francia, Rohani terrà una conferenza stampa all'Hotel Parco dei Principi.

Quali sono i motivi di questo viaggio?
La visita arriva all'indomani della fine delle sanzioni economiche internazionali all'Iran (durate oltre un decennio), in seguito all'accordo sul nucleare iraniano. Teheran conta di recuperare il tempo perduto: ha fretta di vendere il proprio petrolio all'estero, di acquistare mezzi e tecnologie e di richiamare investitori stranieri. Per raggiungere il proprio obiettivo di crescita dell'8%, avrebbe bisogno di investimenti stranieri per 30-50 miliardi di dollari l'anno.

Perché proprio in Italia?
L'Italia, insieme alla Francia, è stata uno dei partner economici storici dell'Iran, fin dai tempi dell'Eni di Mattei. Oggi è il secondo partner commerciale in Ue (dopo la Germania), con un interscambio che ha sfiorato 1,6 miliardi di euro nel 2014, in netta crescita sull'anno precedente.

Si parlerà di scambi economici?
Secondo il Financial Times, in questi 2 giorni a Roma si firmerebbero accordi economici per 17 miliardi di dollari. Rohani è accompagnato dai ministri del Petrolio, dei Trasporti, dell'Industria e della Sanità, oltre che da un centinaio di esponenti del mondo politico ed economico.

Che cosa è interessato a comprare l'Iran?
L'economica iraniana ha bisogno di urgenti investimenti nei settori dei trasporti: aereo, ferroviario, automobilistico e navale. Nell'ultimo decennio, a causa delle sanzioni, c'era difficoltà persino a reperire i pezzi di ricambio. In Francia si parla di accordi con le aziende Peugeot e Renault, nonché dell'acquisto di 114 Airbus.

Si parlerà di Daesh e Medio Oriente?
Sullo scacchiere mediorientale l'Iran occupa una posizione molto delicata. È impegnato a combattere il Daesh, anche militarmente in Siria con le milizie sciite e gli strateghi militari, ma dal fronte opposto rispetto a quello dei Paesi europei, poiché sostiene il presidente siriano Bashar al-Assad. È anche avversario dell'Arabia Saudita, alleata degli Stati Uniti: le due potenze rivali si combattono in Yemen.

Perché Rohani ha chiesto di essere ricevuto dal Papa?
È abituale che i capi di Stato in visita a Roma chiedano di essere ricevuti in udienza in Vaticano dal Papa. Si trattta in genere di brevi colloqui, molto formali. Nel caso del presidente della Repubblica islamica, a questo può aggiungersi il desiderio di accreditare un'immagine del Paese degli ayatollah meno dura e intransigente di quella spesso presente agli occhi dell'opinione pubblica europea.
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