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«La lobby delle armi non ci terrà in ostaggio»
 
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​Obama in lacrime (Lapresse)

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"Non possiamo accettare questa carneficina come il prezzo della nostra libertà. La lobby delle armi potrà anche tenere in ostaggio il Congresso, ma non può
tenere in ostaggio l'America". Questo uno dei passaggi più significativi del discorso tenuto alla Casa Bianca dal presidente
degli Stati Uniti, Barack Obama, che non è riuscito a trattenere le lacrime citando le stragi che avvengono nel Paese, più che in tutti gli altri Stati avanzati, e ricordando che "oltre 30.000 persone all'anno muoiono a causa delle armi da fuoco"; "Centinaia di migliaia di americani hanno perso sorelle e fratelli, seppellito i propri figli".
Le lacrime sono scese quando ha parlato dei bambini uccisi: "Ogni
volta che penso a quei bambini non mi do pace" ha detto Obama,
parlando della strage avvenuta il 14 dicembre 2012 nella scuola
elementare Sandy Hook a Newtown, in Connecticut. Nella sparatoria
morirono 20 bambini e 6 insegnanti. Poco dopo l'attimo di commozione Obama ha anche citato la sua città, ricordando che i bambini muoiono anche "per le strade di Chicago".
"Siamo qui per impedire la prossima sparatoria di massa" ha detto
Obama, elencando una lunga serie di stragi compiute negli ultimi
anni. Il presidente ha parlato davanti a molti familiari di vittime delle armi da fuoco, tra cui l'ex deputata democratica Gabrielle Giffords, ferita gravemente cinque anni fa durante un comizio, l'8 gennaio 2011, quando morirono sei persone. 
 
"Possiamo trovare il modo per ridurre sensibilmente le violenze commesse con le armi rispettando il Secondo emendamento. La maggioranza dei proprietari di armi è d'accordo sul fatto che possiamo rispettare il Secondo emendamento impedendo agli irresponsabili di fare del male" ha detto Obama, ricordando che un "criminale violento può comprare le stesse armi degli altri su internet, senza controlli". "Uno studio recente ha mostrato che circa una persona su trenta che cerca di comprare armi su internet ha precedenti penali" ha spiegato il presidente. "Tutti dovrebbero attenersi alle stesse regole. La maggior parte degli americani e di chi possiede armi è d'accordo".

Il provvedimento chiave del pacchetto di ordini esecutivi voluto da Obama riguarderà proprio i rivenditori di armi, in particolare quelli che operano su internet e nelle fiere.
Rivolto ai repubblicani, ha detto: "Questo non è un complotto per confiscare le armi a tutti"; ha poi citato Ronald Reagan, ricordando che affermò: "Se i controlli obbligatori possono salvare delle vite, vale la pena applicarli". Obama ha poi ricordato anche George W. Bush e il suo sostegno ai 'background check', i controlli sulle persone, ma anche quello della Nra - la lobby delle armi - del senatore repubblicano John McCain e di molti elettori repubblicani. "Il Congresso deve agire ma non possiamo attendere; fino a quel momento ci sono azioni nella mia autorità legale che posso prendere per proteggere i cittadini e i nostri bambini".

Obama ha presentato il suo piano, incentrato sul potenziamento
dei 'background check', che devono essere estesi a tutte le
transazioni, anche online e nelle fiere. Tutti i rivenditori di armi, poi, dovranno avere una licenza. Il presidente dispone inoltre che l'Fbi incrementi del 50% il suo personale dedicato a condurre le verifiche, con l'assunzione di oltre 230 persone.

Obama ha poi chiesto al Congresso un finanziamento di 500 milioni di dollari per affrontare il problema anche sul piano della salute mentale. "Faremo di più per aiutare chi soffre di disturbi mentali, in modo che riceva il sostegno di cui ha bisogno" necessario anche che questi problemi risultino nei controlli per l'acquisto di armi. Necessario, poi, sviluppare tecnologie per la sicurezza delle armi, a protezione dei bambini. "Se un bambino non può aprire un contenitore di aspirine, dobbiamo fare in modo che non possa premere il grilletto di una pistola".
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