martedì 17 giugno 2014
​Resta in carcere, con l'accusa di apostasia, la giovane cristiana che qualche settimana fa è diventata madre per la seconda volta.
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Meriam non ha più le catene. La donna cristiana sudanese condannata a morte per apostasia, che qualche settimana fa ha partorito la sua bambina in carcere, è stata liberata dai ferri. Lo ha reso noto uno dei legali della donna."Le hanno tolto le catene" dopo il parto, ha detto l'avvocato Mohanad Mustafa, spiegando che è stato per un "ordine del medico".Nata da padre musulmano, Ibrahim Yahia Meriam Ishag, 27 anni, è stata condannata a morte il 15 maggio da un tribunale criminale sotto la legge islamica che vieta le conversioni. Sposata con un cristiano ortodosso e già madre di un bambino di 20 mesi, è stata anche condannata a 100 frustate per "adulterio", perché secondo l'interpretazione locale della sharia, qualsiasi unione tra un musulmano e non musulmano è considerata "adulterio". Il caso di Meriam ha suscitato settimane di mobilitazione e forti proteste da parte della comunità internazionale. Tra i primi a muoversi è stato proprio Avvenire. La nostra campagna ha ricevuto decine di migliaia di adesioni in Italia e all'estero.
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