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Tribunale Penale Internazionale
Genocidio, Karadzic condannato a 40 anni
 
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La data non è casuale: oggi, 17 anni fa, iniziavano i bombardamenti della Nato su Belgrado e sulla Serbia di Slobodan Milosevic. E proprio oggi i giudici del Tribunale internazionale dell'Aja per i crimini di guerra nella ex Jugoslavia hanno riconosciuto Radovan Karadzic, ex leader dei serbi in Bosnia, colpevole di genocidio per il massacro di Srebrenica in cui furono uccisi 8mila musulmani. E lo hanno condannato a 40 anni di carcere.

Karadzic è stato giudicato "penalmente responsabile" di omicidio, attacco ai civili e di avere terrorizzato Sarajevo nei 44 mesi di assedio della città. I giudici lo hanno riconosciuto colpevole di crimini contro l'umanità, anche per omicidio e persecuzione, nelle municipalità della Bosnia. Lo hanno invece prosciolto dall'accusa di genocidio (aveva 2 imputazioni per genocidio) in relazione alle municipalità, per prove insufficienti.

La sentenza è stata letta nel primo pomeriggio di oggi nella sede del Tribunale all'Aja, nei Paesi Bassi, e arriva a conclusione di un processo durato 6 anni.

In Bosnia c'era grande attesa per il verdetto. Karadzic, ex leader politico dei serbi di Bosnia, era accusato di genocidio, crimini contro l'umanità e violazione delle leggi e costumi di guerra, ai danni di musulmani e croati bosniaci durante la guerra del 1992-95.

Erano presenti in aula le associazioni delle vittime, tra le quali le Donne e le Madri di Srebrenica, gli ex Detenuti dei campi di concentramento, le Donne vittime di guerra, i Genitori dei bambini uccisi: in tutto circa 150 persone giunte dalla Bosnia, assieme a 200 giornalisti, 50 diplomatici e 100 insegnanti, ricercatori e rappresentanti della società civile.

L'ex presidente della repubblica serba di Bosnia era accusato per il genocidio di Srebrenica e di altri sette comuni del Paese (Bratunac, Prijedor, Foca, Kljuc, Sanski Most, Vlasenica e Zvornik), per l'assedio di Sarajevo e anche per aver utilizzato 284 caschi blu dell'Onu come scudi umani.

Karadzic fu arrestato nel luglio 2008, dopo 12 anni di latitanza e il processo a suo carico è iniziato nell'ottobre del 2009.
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