venerdì 4 marzo 2016
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Nel 2016 oltre 60 milioni di persone in tutto il mondo saranno colpite da fame e povertà a causa della siccità, del crollo dei raccolti e della scomparsa dei pascoli provocati da El Niño. È l'allerta lanciata da Oxfam che avverte come la la comunità internazionale abbia ancora tempo per intervenire in aiuto delle popolazioni più vulnerabili."Ma è necessario farlo al più presto per sostenere i paesi che non riescono da soli a fronteggiare le crescenti necessità di intervento umanitario", ribadisce Oxfam, nel quadro della campagna "Sfido la fame", attraverso la pubblicazione di una mappa interattiva che fotografa gli effetti di El Niño in 19 paesi dove la siccità sta provocando ingenti danni all'agricoltura e all'allevamento, riducendo alla fame intere comunità in tutti i continenti colpiti. "El Niño, reso ancor più micidiale dai cambiamenti climatici, ha causato eventi estremi con temperature molto elevate, siccità e inondazioni", spiega Roberto Barbieri, direttore generale di Oxfam Italia. "A pagarne il prezzo sono le comunità più povere che vivono di agricoltura e allevamento".Per questo motivo, spiega Oxfam, i governi e i donatori internazionali devono investire in un piano a lungo termine per assicurare che le comunità più vulnerabili possano essere in futuro in grado di fronteggiare e resistere meglio a questo tipo di crisi: c'è bisogno di misure di protezione sociale, di programmi per rafforzare la resilienza dei produttori agricoli di piccola scala e di un'azione più incisiva per contrastare il cambiamento climatico. Questa la situazione degli effetti di El Niño nelle zone del pianeta più colpiteAFRICA - L'Africa è il continente più a rischio. Secondo le Nazioni Unite, nel 2016 saranno 50,2 milioni le persone che si troveranno in condizioni di insicurezza alimentare. Le maggiori difficoltà in Etiopia: con oltre 10,2 milioni di persone bisognose, il paese sta affrontando la peggior crisi alimentare degli ultimi 30 anni. Qui altri 8 milioni di persone già ricevono aiuti attraverso programmi di sostegno nazionale.

Etiopia, nella siccità l'acqua è un bene prezioso (Abiy Getahun Oxfam)

Etiopia, senz'acqua non c'è erba per i bovini (Poon Wai Nang Oxfam)
Anche nel resto del Corno d'Africa, tra Somalia, Eritrea, Gibuti e Sud Sudan, quasi 12 milioni di persone sono a rischio fame.

Etiopia, così si perde il bestiame (Abiy Getahun Oxfam)

Etiopia, sfamare il bestiame è garantirsi il cibo (Poon Wai Nang Oxfam)La situazione non cambia se ci si sposta nell'Africa meridionale, dove ben 28 milioni di persone quest'anno secondo le stime si troveranno in condizione di insicurezza alimentare: di questi, 14 milioni sono state colpite in Sudafrica, dove il governo sta fronteggiando la situazione. Le condizioni appaiono particolarmente critiche anche in Malawi, dove 2,8 milioni di persone non hanno abbastanza da mangiare: qui la metà dei bambini soffre di malnutrizione. In Zimbabwe El Niño ha accentuato la vulnerabilità di una popolazione già povera: oggi 2,44 milioni di persone necessitano di aiuti alimentari. PACIFICO - Nelle isole del Pacifico è ancora vivo il ricordo dei danni provocati da El Niño nel 1997-98. Secondo le stime, 4,7 milioni di persone nel 2016 restano a rischio siccità, cicloni e precipitazioni irregolari in 13 diversi paesi dell'area. La situazione appare particolarmente critica in Papua Nuova Guinea, dove circa 3 milioni di persone si trovano in condizioni di insicurezza alimentare: di questi, ben 1,9 milioni risiedono nelle Highlands Regions, che risultano difficilmente accessibili. Situazioni di grave insicurezza alimentare anche nelle isole Vanuatu, già colpite dal passaggio del tifone Pam, Tonga, Samoa e Timor Est. Ancora sotto osservazione la situazione nelle isole Salomone, dove il governo sta monitorando i rischi per riuscire a rispondere prontamente a eventuali emergenze.Nel sud-est asiatico El Niño ha invece aggravato una situazione resa già precaria dai cambiamenti climatici. Due ettari di foreste nell'isola di Sumatra e nella regione di Kalimatan, in Indonesia, per esempio, sono andati distrutti: la caligine ha colpito oltre 43 milioni di persone, causando 530mila infezioni respiratorie e 24 decessi. Nelle Filippine, invece, El Niño ha colpito 65mila contadini e 32mila ettari di terreno coltivati a riso: secondo la Fao, ben 12 milioni di persone saranno alla fine danneggiati.AMERICA CENTRALE - L'America centrale sta affrontando da tre anni una delle più gravi siccità della sua storia. Si stima infatti che, nel cosiddetto "corridoio arido", dove si incastrano Guatemala, Nicaragua, El Salvador e Honduras, già 3,5 milioni di persone abbiano gravi difficoltà di accesso al cibo. In Guatemala, a causa del consistente calo delle piogge 1,5 milioni di persone necessitano oggi di assistenza alimentare. A questo si aggiunge la grave situazione di Haiti, dove 3,5 milioni di persone non hanno sufficiente cibo: un risultato che è diretta conseguenza della siccità che colpisce il paese dal 2014, e dell'attuale crollo del 50% della produzione agricola. Ancora incerta invece la situazione in Colombia, dove El Niño rischia di peggiorare una siccità che ha già colpito centinaia di migliaia di persone provocato la morte di almeno 200 bambini.
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