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Aiuto alla Chiesa che soffre
Cristiani perseguitati, oggi digiuno e preghiera
Barbara Uglietti
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«Porterai la loro Croce per un giorno? Nel mercoledì delle Ceneri, prega e digiuna per Iraq e Siria». Questo il titolo dell’iniziativa lanciata da Aiuto alla Chiesa che soffre – fondazione di diritto Pontificio nata nel 1947 – per mostrare vicinanza ai cristiani perseguitati e impegno nell’affrontare il loro dramma.

La fondazione ha promosso per oggi una Giornata mondiale di preghiera e di digiuno per la pace in Siria e in Iraq. Alla campagna è possibile aderire anche attraverso i social network, ad esempio utilizzando gli hashtag #fastandpray #carrythecross e #AshWednesday. Informazioni si trovano sulla pagina Facebook di Acs.

La Giornata ha già ottenuto il sostegno dell’arcivescovo di Baghdad dei latini, monsignor Jean Sleiman, e di padre Jack Murad, priore del monastero di Mar Elian, che ha vissuto cinque mesi di prigionia dopo essere stato sequestrato accanto al luogo di culto distrutto dai miliziani del Daesh. «Quando i popoli si uniscono insieme per pregare, allora persino la realtà può essere cambiata», ha sottolineato l’arcivescovo di Baghdad dei latini nell’invitare tutto il mondo a partecipare alla Giornata. «I cristiani iracheni – ha evidenziato – hanno bisogno di sentire la vicinanza dei fratelli di tutto il mondo. Un aiuto essenziale sia a livello psicologico che spirituale».

L’arcivescovo ha raccontato della delicata situazione che si vive anche nella capitale irachena. «In ogni momento – ha detto – potrebbero scoppiare autobombe, esserci degli scontri». E anche lì sono arrivati molti dei cristiani fuggiti dal Daesh. Nel campo profughi Vergine Maria vi sono 135 famiglie cristiane rifugiate. «Aiuto alla Chiesa che soffre ha fatto tanto per loro – afferma il presule –: ha donato una cappella container per permettere loro di assistere alla messa e continua a fornire pacchi viveri e beni di prima necessità». La fondazione nel 2014 ha raccolto 105 milioni di euro nei 21 Paesi dove è presente con sedi nazionali e ha realizzato quasi 6mila progetti in 145 nazioni.
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