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Conferenza dei donatori
Siria, donatori promettono 9 miliardi
 
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La situazione" in Siria è "insostenibile" e, mentre la popolazione patisce "sofferenze intollerabili", un "improvviso aumento" di "attività militari" e la carenza di accesso umanitario hanno sabotato l'avvio dei colloqui di pace. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, si è espresso così alla conferenza dei donatori della Siria in corso a Londra.

Quali sono i temi della Conferenza dei donatori che si sta svolgendo a a Londra?

Sono l'emergenza profughi e le prospettive di ricostruzione della Siria, devastata da una guerra civile che non accenna a fermarsi e ha già fatto 250.000 morti e milioni fra sfollati e profughi, le questioni al centro della quarta Conferenza dei donatori che si sta svolgendo a a Londra.

Qual è l'obiettivo a livello di stanziamenti? L'impegno annunciato è di moltiplicare gli stanziamenti previsti dalla precedente conferenza in Kuwait - in parte disattesi - per arrivare a un totale di 10 miliardi di dollari (9 miliardi di euro). Obiettivo superato: siamo infatti arrivati a 10 miliardi di dollari.


Chi è presente alla Conferenza dei donatori di Londra? Sono coinvolte le delegazioni di 70 Paesi. A presiedere i lavori ci sono la Gran Bretagna (1.6 mld euro) e la Germania (2.3 mld) - presenti David Cameron e Angela Merkel - assieme a Norvegia, Kuwait e Onu. La delegazione Usa (800 mil euro) è guidata invece dal segretario di Stato, John Kerry, quella dell'Ue (3 mld) dal presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, e quella italiana, dal titolare della Farnesina, Paolo Gentiloni che annunciato lo stanziamento di 400 milioni di dollari per i prossimi 3 anni.

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Qual è lo scenario in Medio Oriente mentre si discute a Londra?
Mentre si discute a Londra sullo sfondo va ricordato lo stallo dei colloqui di pace avviati a Ginevra, subito sospesi dall'inviato dell'Onu, Staffan De Mistura, a causa dei dissidi fra il governo di Damasco e i rappresentanti di parte dell'opposizione siriana e delle milizie ribelli. Dissidi che si riflettono nelle recriminazioni incrociate fra i rispettivi “padrini” (Russia e Iran da una parte; Arabia Saudita, Turchia e Qatar, accanto a Usa e Paesi occidentali, dall'altra), mentre sullo sfondo le forze di Bashar al-Assad restano all'offensiva e sembrano avanzare nella zona di Aleppo grazie al decisivo appoggio aereo di Mosca. 
L'agenzia di stampa ufficiale siriana Sana ha riferito che le forze del regime siriano e i combattenti alleati sono entrati in due villaggi sciiti nella provincia di Aleppo che erano sotto assedio da parte dei ribelli dal 2012.

L'Unione Europea annuncia: aiuti per oltre 3 miliardi
L'Unione Europea si è impegnata a versare oltre tre miliardi di euro in aiuti per far fronte alle conseguenze umanitarie della crisi siriana. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, nel suo intervento alla conferenza dei Donatori a Londra. L'Ue, ha così triplicato il sostegno economico offerto nell'ultima conferenza dei Donatori, a marzo 2015 in Kuwait. Gli aiuti andranno a sostenere le necessità dei civili che hanno dovuto abbandonare le loro case, e che sono sfollati in patria o rifugiati nei Paesi limitrofi; e si aggiungono ai 5 miliardi già stanziati dall'Ue per quella che è la peggiore crisi umanitaria dalla Seconda Guerra Mondiale.

L'intervento del rappresentante della Santa Sede
“Assicuro l’impegno della Chiesa cattolica a proseguire la sua assistenza umanitaria” nei confronti dei siriani: lo ha detto l'arcivescovo Paul R. Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede, alla Conferenza dei donatori per la Siria. Monsignor Gallagher ha sottolineato che in Siria, sconvolta da cinque anni di guerra, sono “particolarmente vulnerabili le minoranze religiose, tra cui i cristiani, che soffrono enormemente per gli effetti della guerra e degli sconvolgimenti sociali nella regione”. Di fatto, ha avvertito, “la loro stessa presenza e la loro esistenza sono fortemente minacciate”. Quindi, il segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati ha messo l’accento sull’aumento dei fondi stanziati dalla Santa Sede per rispondere alla crisi umanitaria in Siria e nella regione. Nel 2015, ha poi spiegato, gli enti della Chiesa cattolica, “con i fondi ricevuti grazie agli appelli lanciati dalle conferenze episcopali nazionali, alle donazioni private di fedeli cattolici in tutto il mondo e in collaborazione con governi e organizzazioni internazionali, hanno contribuito a fornire assistenza umanitaria per 150 milioni di dollari americani, di cui hanno beneficiato direttamente oltre 4 milioni di persone”.

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