lunedì 19 agosto 2013
Nel Paese è possibile abortire fino a sei mesi di gravidanza. Ma Lucas ha «dimostrato» l’urgenza di una riforma.
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Sta bene. Sembra incredibile, ma ce l’ha fatta. Un bambino nato alla ventitreesima settimana di gravidanza ha appena lasciato l’ospedale di Liverpool. La mamma, ricoverata d’emergenza quando era incinta di meno di sei mesi, è radiosa. «Il nostro piccolo Lucas – ha dichiarato alla Bbc Tracy Giorgiou – pesava solo un chilo quando è nato lo scorso aprile e lunedì è venuto a casa con noi». Non è il primo bebè a sopravvivere a una nascita così prematura, ma la sua vicenda è significativa. La legge in Gran Bretagna, ricorda a Avvenire Andrea Williams dell’associazione Christian Concern, «si ostina a mantenere il limite dell’aborto a 24 settimane di gravidanza». In questi giorni altri due neonati sono sopravvissuti: entrambi nati alla 23esima settimana di gestazione. «Hanno bisogno di attenzione e di cure – continua la Williams – ma hanno buone probabilità di farcela». I bambini nati tre mesi prima del tempo, sostiene uno studio del 2006 della British Medical Association, hanno il 19 per cento di possibilità di resistere. «Ma negli ultimi anni – ha sottolineato il professore di pediatria Robin Boyd, citato dalla stampa locale – la medicina ha fatto molti progressi. Oggi sono convinto che il tasso di sopravvivenza, se misurato di nuovo, sarebbe più alto». Il piccolo Lucas, ha detto la mamma, «è un dono di Dio. Dopo la sua nascita pensavamo tutti che non sarebbe sopravvissuto. Aveva un problema cardiaco che non rispondeva alle cure, così a sei settimane di vita è stato operato al cuore. Lo abbiamo guardato mentre entrava nella sala operatoria e sapevamo bene che poteva non uscirne salvo. Invece l’operazione è andata bene». Oggi il piccolo pesa tre chili e mezzo: più che normale se si considera che doveva nascere solo due giorni fa. Anche il direttore della clinica neonatale dell’ospedale di Liverpool, Bill Yoxall, si è detto assolutamente estasiato dai progressi del piccolo. «Nascendo così prematuro – ha detto il medico – Lucas ha avuto di fronte molti ostacoli, ma li ha superati tutti. La sua famiglia è stata forte e coraggiosa e siamo felicissimi che siano stati in grado di portare il figlio a casa». Dopo un documentario della Bbc trasmesso un paio d’anni fa, che mostrava la crescita di un bambino nel grembo materno, varie associazioni, tra cui molte cristiane, hanno invitato il governo a riconsiderare il limite dell’aborto. Le immagini di un bambino perfettamente formato a venti e poi ventiquattro settimane di gravidanza hanno scosso la nazione. Ma nei progetti dell’esecutivo, prima quello laburista e ora quello conservatore, l’abbassamento del limite dell’aborto non è mai rientrato. «La Gran Bretagna è un paese di pragmatici – afferma la Williams –, molti vedono l’aborto come una questione medica e scientifica e non ne considerano affatto le implicazioni etiche e morali». Eppure, ha concluso la portavoce di Christian Concern, «i miracoli accadono». Come quello di Esme Poulson, un’altra bambina nata a 23 settimane: i medici le avevano dato solo l’uno per cento di probabilità di vita. Oggi ha otto mesi. E un’ottima salute.​

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