martedì 2 settembre 2014

La reazione della Casa Bianca dopo la decapitazione di Steven Sotloff: lo Stato islamico sarà sconfitto. Il video dell'orrore. 
 Sotloff, reporter affascinato dall’islam
Ucciso anche un cristiano che rifiutò di convertirsi
Dall'Italia 1,9 milioni in armi contro l'Is
 Minacce a Putin per il sostegno alla Siria


No al contagocce dell'orrore
di Marco Tarquinio
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Gli Stati Uniti "non si faranno intimidire" dall'esecuzione di Steven Sotloff, il secondo giornalista americano decapitato dallo Stato islamico (Is) nel giro di due settimane. Lo ha dichiarato il presidente statunitense Barack Obama, intervenendo a Tallinn, la capitale estone, dove è giunto oggi per ribadire il sostegno degli Stati Uniti ai Paesi baltici nel momento in cui la Nato denuncia delle azioni militari illegali russe nell'est dell'Ucraina.
"Sconfiggere lo Stato islamico richiederà del tempo", ha aggiunto Obama sottolineando che l'obiettivo è che l'Is "non costituisca più una minaccia" per la regione "Qualunque siano gli obiettivi perseguiti dagli assassini uccidendo un americano innocente come Steven (Sotloff), hanno già fallito", ha proseguito Obama da Tallinn, promettendo che giustizia sarà fatta. Il presidente americano è poi tornato a sottolineare che una sconfitta dello Stato islamico sarà possibile solo all'interno di una vera coalizione internazionale.
Il segretario di Stato americano, John Kerry, e il segtretario alla Difesa, Chuck Hagel, hanno intenzione di delineare i contorni di una tale coalizione in degli incontri con i loro partner europei occidentali a margine del summit della Nato che riunirà domani e venerdì i 28 Paesi membri dell'alleanza a Newport, in Galles. Il presidente della Repubblica Napolitano ha inviato un messaggio a Obama, chiedendogli "di farsi interprete del profondo cordoglio, mio personale e dell'Italia intera, presso i familiari del giornalista, così crudelmente colpiti nei loro affetti".

Anche il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon si è detto "indignato" per la "brutale" apparente decapitazione del giornalista Usa Steven Sotloff. "Siamo tutti indignati per le informazioni provenienti dall'Iraq sulle terribili morti di civili da parte dello Stato Islamico", ha detto durante un discorso pronunciato all'università di Auckland, in Nuova Zelanda.E si sente anche una voce musulmana: il consigliere del Muftì d'Egitto, Ibrahim Negm, ha detto che la decapitazione di Sotloff "è un atto efferato, che offusca l'immagine dell'islam e dei musulmani di tutto il mondo. L'islam proibisce tali atti di terrorismo, che violano tutte le religioni e i valori umani". Il fatto.Un altro americano è stato ucciso dai miliziani dello Stato islamico (Is o Isis). E anche questa volta, come successo per James Foley, è stato diffuso un macabro video in cui si vede il boia con un coltellaccio e il "condannato" con una tunica arancione. Poi l'esecuzione: un clip di 2 minuti e 46 secondi in cui viene mostrato la decapitazione del cittadino americano Steven Sotloff. Sullo sfondo della scena sanguinaria c'è un panorama siriano. Il video fatto circolare dai terroristi del califfato ha il titolo "Un secondo messaggio all'America". "Pago il prezzo" per la decisione dell'amministrazione Obama di attaccare obiettivi dell'Isis in Iraq. Sono queste le parole pronunciate da Steven Sotloff nel video. Oltre ad rivendicare la decapitazione dell'ostaggio americano Steven Sotloff, l'Isis minaccia anche di uccidere un ostaggio britannico che è nelle sue mani, David Cawthorne Haines, secondo quanti riferisce via Twitter il SITE Intelligence Group. Sotloff, 31 anni, reporter americano, era stato mostrato al termine del video di James Foley, l'altro giornalista decapitato dai jihadisti dello Stato Islamico. L'Isis aveva minacciato gli Usa che sarebbe stato il prossimo candidato a morire se non fossero cessati i raid sul nord dell'Iraq. I suoi familiari hanno aperto una petizione sul sito della Casa Bianca chiedendo al presidente di salvare la vita al figlio. E proprio una settimana fa la madre di Sotloff ha lanciato un appello all'Isis per la sua liberazione. Il boia che avrebbe decapitato il reporter americano Steven Sotloff sarebbe lo stesso responsabile della morte di James Foley. Lo afferma la Cnn. A quanto pare nel video, prima della brutale uccisione di Sotloff, il boia si rivolge alla telecamera dicendo: "Obama, sono tornato". E ancora: "Vattene dall'Iraq".

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