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Kamikaze del Daesh a Istanbul: 5 morti
 
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Il kamikaze che stamani ha causato la morte di 5 persone, e il ferimento di altre 36 (7 sono gravi), nel centro di Istanbul sarebbe un militante turco del Daesh, identificato come Savas Yildiz di 33 anni, originario di Adana nel sud del Paese. Faceva parte della lista dei sospetti potenziali attentatori suicidi. Lo riferiscono diversi media turchi.

L'esplosione è avvenuta sabato mattina nella centrale via Istiklal a Istanbul: un lungo viale pedonale costellato di negozi e caffè, teatri e consolati stranieri. Il bilancio dell'attacco è stato fatto dal ministro turco della Salute, Mehmet Muezzinoglu, il quale ha aggiunto che 12 feriti sono stranieri. Ci sono sei israeliani, un tedesco, un islandese, un iraniano, due irlandesi e un arabo. Nessun italiano è coinvolto.

Il kamikaze si è fatto esplodere in una stradina, all'angolo con viale Istiklal, a pochi metri dalla piazza di Galatasaray e dal centro commerciale Demiroren, il più grande della zona. In realtà l'attentatore avrebbe avuto un altro obiettivo, ma l'esplosivo che aveva addosso sarebbe scoppiato prima del previsto, secondo quanto sostiene la Cnn Turk. L'autorità radiotelevisiva ha imposto una censura sulla trasmissione di immagini dalla zona, come avviene sempre in Turchia in questi casi.

Si tratta del quarto attacco terroristico a Istanbul e Ankara negli ultimi cinque mesi. Il primo era avvenuto a ottobre e aveva causato 103 vittime, imponendosi come il più grave atto terroristico della storia dello Stato turco. Il 17 febbraio un attentato rivendicato da un gruppo di fuoriusciti dal Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) aveva fatto 29 vittime. Domenica scorsa, il 13 marzo, un altro attacco nel centro di Ankara aveva provocato 37 morti.

L'allarme sicurezza in Turchia è ai massimi livelli. Giovedì e venerdì le rappresentanze diplomatiche tedesche nel Paese sono rimaste chiuse per la minaccia di un attacco del Daesh. Durante la settimana
l'ambasciata Usa ha invitato alla massima cautela. Le forze di sicurezza sono inoltre in allerta per le celebrazioni del capodanno curdo Newroz, che culmineranno lunedì a Diyarbakir, nel sud-est, ma che sono state vietate in quasi tutta la Turchia.
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