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Referendum sulle espulsioni
Svizzera, torna il manifesto anti-immigrati
Luca Miele
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 Erano apparsi già nel 2010. E ora, in occasione del referendum di domenica, l’Udc (Unione democratica di Centro), il partito della destra populista svizzera, rispolvera i manifesti della discordia. E dopo aggressivi topi e improbabili cammel-li, come accaduto in passato, sono ancora le pecore a tenere banco.
 
Il manifesto sceglie il linguaggio “animale” tristemente noto alla più bieca propaganda: una pecora nera viene cacciata fuori da un gruppetto di pecore bianche. Il recinto da proteggere è ovviamente la Svizzera, le pecore nere da cacciare sono gli immigrati che si macchiano di reati, le bianche i cittadini svizzeri impegnati ad arginare l’“orda” nemica. Nel repertorio del partito, in passato, sono apparsi anche gli strali all’indirizzo degli “oltre 8.000 lavoratori frontalieri impiegati nel terziario”, colpevoli di «lasciare gli svizzeri in mutande».
 
A sei anni di distanza dall’adozione col 52,9% dei voti di una proposta analoga – ma molto più leggera –, l’elettorato della repubblica elvetica è chiamato a schierarsi su una proposta che allarga di molto la lista dei reati che darebbero il via a un’espulsione automatica e immediata dal Paese. Secondo la proposta avanzata, qualsiasi straniero che negli ultimi dieci anni abbia compiuto un qualsiasi reato potrà essere espulso anche se colpevole di reati minori come «lesioni corporali semplici» o anche soltanto per aver partecipato a «una rissa».
 
La proposta dell’Udc è considerata contraria alle «regole fondamentali» della democrazia svizzera da tutti gli altri partiti e dai sindacati ma il partito populista ne ha fatto il perno di una lunga campagna di opinione basata sull’allarme contro «l’immigrazione di massa» e il proliferare di «moschee» nel Paese. Invitando gli elettori a rispondere con un “sì” al quesito, l’Udc non ha mancato di ricordare che «sette detenuti su dieci sono stranieri». «Gli stranieri che commettono delitti gravi ma anche gli stranieri pregiudicati e recidivi non meritano di restare sul nostro territorio», dicono dall’Udc.

Secondo i dati dell’ufficio statistico, nel 2014 in base al nuovo codice penale adottato l’anno scorso avrebbero  potuto essere espulsi 3.900 stranieri contro i 500 di media sino ad oggi. Con le nuove norme previste dal referendum Udc la cifra salirebbe a 10.200. Quanto al referendum, l’ultimo sondaggio vede i contrari alla  proposta Udc in lieve vantaggio, 49% contro 46% ma a decidere la partita saranno gli indecisi, il 5%.

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