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Lettere al direttore
Il direttore risponde
Caso Vendola: altro che «diritti»
siamo al mercato dell'umano
Marco Tarquinio
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 E venne un tempo…

 
Venne infine un tempo in cui tutto ciò che gli uomini avevano considerato come inalienabile divenne oggetto di scambio, di traffico, e poteva essere alienato; il tempo in cui quelle stesse cose che fino allora erano state comunicate ma mai barattate, donate ma mai vendute, acquisite ma mai acquistate – virtú, amore, opinione, scienza, coscienza, ecc. – tutto divenne commercio. È il tempo della corruzione generale, della venalità universale, o, per parlare in termini di economia politica, il tempo in cui ogni realtà, morale e fisica, divenuta valore venale, viene portata al mercato per essere apprezzata al suo giusto valore.

Karl Marx, Miseria della Filosofia

​Gentile direttore,
Nichi Vendola, fondatore di Sel, fautore assoluto del ddl Cirinnà sin dalle primissime versioni, ha “avuto” ieri un bambino. Da un ovulo di donna californiana, impiantato in una donna di origine indonesiana, con un seme del suo compagno italo-canadese, il tutto a pagamento, negli Usa. L’avevamo sentito dire: «Ogni volta che leggo di un neonato abbandonato in un cassonetto dell’immondizia, vorrei correre a prendermi cura di quella creatura». Ma è la stessa menzogna evocata (in ordine alfabetico) da Boschi, Cirinnà e Renzi: i bambini orfani non li “prendono in cura” (anche perché ci sarebbero già tante coppie uomo-donna in lista d’attesa), li producono. Sfruttando le donne. Ecco che cosa fanno quelli come Vendola e il senatore del Pd Sergio Lo Giudice. La legge Cirinnà, tra le altre cose, è una legge ad personam per miliardari e comunque per ricchi e potenti.
Filippo Sassudelli - Trento


Caro direttore,
Tg1 Rai di domenica 28 febbraio, ore 13.30. Il conduttore annuncia, testuale: «Paternità per Niki Vendola. In California è nato il figlio biologico del compagno Eddi». A seguire, servizio sulla riforma della legge sulle adozioni, estese a tutti con intervento compiaciuto di Debora Serracchiani alla scuola di formazione del Pd. Quasi tutti i quotidiani on line e i vari siti titolano e riferiscono in termini simili. Per riassumere: utero di donna di origini indonesiane più ovulo di donna californiana (madre biologica) più apporto di uno dei maschi. Se la madre è un «concetto antropologico» – ce lo insegna la coppia costituita dal senatore Lo Giudice (Pd) e compagno – lo è anche il padre… Ma da un paio di anni – “Avvenire” ne ha dato puntualmente conto – circolano le indicazioni Unar anche per i giornalisti, sui termini di genere da usare e da evitare. Le “veline” del ventennio fascista forse erano meno ridicole. Ebbene, in tre giorni: prima il Senato che approva le Unioni civili senza più stepchild adoption (adozione del figliastro), poi l’annuncio di Monica Cirinnà e colleghi di una prossima riforma ad hoc della legge sulle adozioni che apra alle persone omosessuali, poi la notizia su Vendola “padre”. È la «dittatura del pensiero unico», con la complice adesione di molti giornalisti. Papa Francesco ne ha parlato spesso, ed ecco ci siamo. Rimangono pochi uomini politici, pochi mezzi di informazione, ma moltissimi cittadini comuni (inclusi quelli del Family Day) che non tacciono e non si piegano. Il premier Renzi vuole «andare nelle parrocchie» a spiegare le unioni civili. Clericalismo a parte – può incontrare cittadini cattolici in tanti altri luoghi –, venga a spiegarci anche questo, gliene chiederemo volentieri ragione. Nel seggio elettorale, per le amministrative e per il referendum confermativo, decideremo noi.
Gianluca Segre - Torino



Il fatto di cronaca al centro di queste due lettere (e di altre che stanno piovendo in redazione) è già oggetto oggi degli ampi e approfonditi commenti che ho affidato a Marina Corradi e a Francesco Ognibene e questo mi consente di limitarmi, qui, a un paio di sottolineature in risposta ad altrettante specifiche questioni poste dai lettori. La prima annotazione riguarda la natura di «legge per ricchi e potenti» della normativa sulle unioni civili approvata in prima lettura al Senato nonché – arguisco – di altri progetti che, secondo le dichiarazioni di Monica Cirinnà, dovrebbero portare alla cosiddetta “adozione gay”. Se, come intendo, il principale motivo di questa affermazione del lettore Sassudelli è legato al ricorso all’utero in affitto da parte di chi richiede l’adozione del figlio del compagno in un’unione gay, direi che si tratta di una mezza verità. La verità tutta intera è che non tutte le persone omosessuali sono ricche e potenti, ma tutte le madri surrogate “acquistate” da coppie eterosessuali od omosessuali sono povere e senza potere. La seconda sottolineatura è per il linguaggio “politicamente corretto” usato in particolar modo dai notiziari del servizio pubblico radiotelevisivo. Un fenomeno impressionante di camuffamento della dura realtà della cosificazione di una madre senza nome, senza volto e ridotta a pura esecutrice di un contratto padronale. Siglato da un politico di sinistra che ha contribuito a “comprare” gli ovociti di una donna e il corpo di una madre per far “fare” un figlio biologico del proprio compagno e intestarsene a sua volta la paternità legale (all’estero) e politica (in Italia) in violazione di una legge anti–schiavista del proprio Paese. Stavo per ricorrere a un’immagine di papa Francesco o di Benedetto XVI, ma poi ho pensato che a Nichi Vendola era meglio dedicare una citazione di Karl Marx, quella che pubblichiamo qui sotto. Il triste mercato dell’umano cresce, e ha ingressi di destra e di sinistra. Si smetta di chiamarli «diritti».
Marco Tarquinio

E venne un tempo...
Venne infine un tempo in cui tutto ciò che gli uomini avevano considerato come inalienabile divenne oggetto di scambio, di traffico, e poteva essere alienato; il tempo in cui quelle stesse cose che fino allora erano state comunicate ma mai barattate, donate ma mai vendute, acquisite ma mai acquistate – virtú, amore, opinione, scienza, coscienza, ecc. – tutto divenne commercio. È il tempo della corruzione generale, della venalità universale, o, per parlare in termini di economia politica, il tempo in cui ogni realtà, morale e fisica, divenuta valore venale, viene portata al mercato per essere apprezzata al suo giusto valore.
Karl Marx, Miseria della Filosofia

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