20/03/2010
Il ritorno
Se la morte violenta di Gesù non è stata frutto di un concorso sfavorevole di circostanze, il processo a Gesù è inutile da rifare. Di processi la Storia ce ne ha offerti anche troppi, e tutti più o meno falsati dalla propaganda di parte, per avere ancora voglia di ripeterli. Chi ne avesse ancora voglia potrebbe ripetere il processo di accusa e di condanna giungendo a diverse e tutte irrilevanti soluzioni. La colpa di Pilato e quella di Erode resta una colpa tutta umana e, come tale, assai diffusa: quella di avere messo a morte un uomo giusto. Non il Figlio di Dio al quale non credevano. Erode e Caifa, inoltre, si sarebbero comportati perfino con giustizia a difesa dell'ortodossia della propria religione: l'obbedienza alla Legge e ai suoi precetti, la centralità del Tempio, la fede in un Dio unico del quale nessun uomo può condividere la gloria. È la «Leggenda del Grande Inquisitore» che si avvera ancora prima che la fantasia di Fedor Dostoevskij la faccia rinascere nella mente di Ivan Karamazov. La venuta di Cristo è stata dirompente allora, il suo ritorno sarebbe altrettanto dirompente oggi. Gesù è venuto anonimo e sconfitto su questa terra, pochi e imperfetti hanno creduto in lui. Il ritorno di Cristo potrebbe essere altrettanto anonimo e pericoloso quanto lo fu la sua prima venuta.