23/03/2010
Tutto l'anno, e ancora
Non c'era alcun bisogno che fosse Natale, i presepi sotto vetro del frate cappuccino erano esposti tutto l'anno. Sotto la chiesa color biscotto si spalancava la baia azzurra del mare. Il sole di luglio picchiava, i corpi dei villeggianti erano distesi a cuocersi sull'arena. I presepi, uno diverso dall'altro, attendevano nella penombra della chiesa dei Cappuccini. Bastava premere un pulsante e le albe e i tramonti si alternavano lentamente, oltre il vetro, su paesaggi innevati o tropicali in cui i Bambini si nascondevano in fondo a piccoli antri illuminati. «È morto» mi ha detto, chiudendo gli occhi, un frate con la barba lunga e bianca. «Il confratello che costruiva i presepi è morto - dice - per insufficienza renale». Era di Bergamo il frate dei presepi e negli ultimi suoi giorni era tornato a casa: «Sto via pochi giorni e torno». Il frate con la barba imita la voce da malato del frate dei presepi. «È morto lo scorso agosto». Per tutto un anno, dunque, sono entrato nella chiesa dei frati, ho guardato distrattamente i presepi, e lui, il frate dei presepi, era già morto, ma non c'era nessun segno, proprio nessuno della sua scomparsa: i suoi minuscoli Gesù Bambino continuavano a nascere precisamente là dove lui li aveva fatti nascere.